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SERIE C  

Baldan crede nella Lucchese «Siamo destinati a crescere»

Michele Masotti
Baldan crede nella Lucchese «Siamo destinati a crescere»

Il difensore di scuola Milan, allevato dai tecnici De Vecchi, Dolcetti, Fiorin e Stroppa esalta le qualità di mister Pagliuca e dei giovani rossoneri tutti di sicuro avvenire

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Michele Masotti

LUCCA. Cresciuto nel vivaio del Milan grazie ai consigli di quel maestro di calcio che risponde al nome di Giovanni Stroppa, Marco Baldan, archiviati i problemi fisici che lo hanno tenuto ai box per sei partite a cavallo tra ottobre e novembre, è più determinato che mai a fornire il proprio apporto a questa convincente Lucchese. In un reparto difensivo tra i meno battuti del girone, la squadra non incassa gol da sette turni, il marcatore di Cittadella sta lavorando duramente in attesa che Guido Pagliuca possa concedergli una nuova chance. «Ho mosso i primi passi nella scuola calcio del Montebelluna per poi approdare nel settore giovanile del Milan. Con i rossoneri ho disputato due annate con gli Allievi nazionali e altrettante con la Primavera, dove ho avuto modo di giocare assieme a Mattia De Sciglio e Simone Verdi. – ha ricordato il ventottenne difensore – Il primo approccio con il calcio dei grandi l’ho avuto alla Nocerina, stagione 2012-2013, dove da titolare fornì il mio contributo per raggiungere la semifinale playoff in un raggruppamento infuocato. Purtroppo nelle due annate in Serie B, rispettivamente con Latina e Perugia, ho subito un infortunio al ginocchio, con annesse ricadute, che mi hanno fortemente condizionato. Dopo la ripartenza a Lumezzane, in Serie C, ho vestito i colori di Arzachena, Sudtirol, Arezzo e Pistoiese».Gli anni con il “diavolo” sono stati molto formativi per Baldan, guidato nella propria crescita calcistica, da ex giocatori di alto livello come Walter De Vecchi, l’ex Lucchese Aldo Dolcetti e Stroppa. «Ogni tecnico mi ha migliorato sotto un determinato aspetto: Fiorin, un passato in B con l’Ascoli, era molto bravo a livello caratteriale mentre Stroppa si vedeva già che avrebbe fatto un’ottima carriera per il suo modo di proporre calcio. Pagliuca rappresenta un mix di questi allenatori: bravissimo sia nel preparare le partite che prediligere la ricerca di una manovra ragionata palla a terra. A ciò bisogna aggiungere la grande carica mentale che magari certi tecnici non hanno». Per quanto riguarda l’andamento della stagione Baldan, che non coltiva particolari hobby nel tempo libero dividendosi tra gli allenamenti e la propria compagna al suo fianco da molti anni, riserva un voto positivo alla Lucchese del girone di andata. «A livello collettivo stiamo facendo molto bene. In pochi avrebbero scommesso che avremmo girato a quota 25. Un risultato frutto del duro lavoro per limare i nostri difetti come avvenuto nella fase difensiva dove non incassiamo più sulle situazioni da fermo» precisa il difensore veneto. «Sul piano individuale mi è dispiaciuto incappare in un infortunio nel momento in cui stavo crescendo di rendimento. Spero di poter dimostrare nuovamente quello che valgo». Il confronto tra le piazze toscane come Pistoia, Arezzo e Lucca pende dalla parte della nostra città. «Al di là della bellezza e della tranquillità che si respira in città, i nostri tifosi sono molto passionali, quasi come se si trattasse di una squadra del sud». Se Castaldo e Mota Carvalho sono stati gli attaccanti più difficile da neutralizzare, Baldan, compagno di squadra ai tempi di Arezzo di Picchi e Belloni, spende buone parole per i suoi giovani compagni di squadra: «Non posso esimermi dal menzionare Shaka Eklu, che si è ripreso alla grande dopo la rottura del crociato, Nannini, Frigerio e Visconti, tutti di sicuro avvenire».

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