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Lucca

L’ALLEnATORE AVVERSARIO 

Il mister sa come si batte la Pantera L’anno scorso condannò i rossoneri

Il mister sa come si batte la Pantera L’anno scorso condannò i rossoneri

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CARRARA. Antonio “Totò” Di Natale sa come si batte la Lucchese. La scorsa stagione – 18 aprile, terz’ultima di campionato – l’allora neo trainer apuano che sostituì Baldini sulla panchina della Carrarese allo stadio dei Marmi inflisse un ko micidiale alla vecchia Pantera. Un 3-1 che sancì, in pratica, la retrocessione diretta della Lucchese in serie D. Una sorta di vendetta per quanto accaduto nella stagione 2009-10 in Seconda Divisione quando fu proprio la Lucchese, allora guidata da Giancarlo Favarin, a dare il colpo di grazia agli apuani che finirono mestamente in D. Ma sia nell’estate del 2010 che in quella del 2021 gialloblù e rossoneri furono poi riammessi nei professionisti. Oggi Di Natale è consapevole di trovare un’altra Lucchese anche se il precedente – l’unico tra lui e i rossoneri – lo rende moderatamente ottimista: «La partita contro il Teramo ha segnato il ritorno alla vittoria. Quello che ci voleva dopo due pari consecutivi. Abbiamo vinto soffrendo, al di là del risultato, e poi giocando in scioltezza con i tempi e i modi giusti una volta andati in vantaggio. Insomma abbiamo fatto una prestazione importante con il carattere di una squadra che ragiona con la testa prima ancora che con i piedi. Adesso dobbiamo proseguire ed essere continui nelle prestazioni e nei risultati esterni abbandonando alternanza di rendimento e cancellando brutti passaggi a vuoto che privano di fiducia e sicurezza essenziali per un cammino improntato al miglioramento. Le squadre che si distinguono sono quelle che si dimostrano sul pezzo non per brevi periodi, ma per più gare in successione. Cinque o sei di fila. Questo tipo di risultato può sancire la dimensione raggiungibile in un campionato che dimostra di essere molto equilibrato, con dieci squadre raccolte in tre punti». L’occasione per far bene è ghiotta: c’è un derby tra i più sentiti della stagione: «Questa partita non richiede particolari ricette a livello motivazionale e quindi mi aspetto una Carrarese che voglia subito cercare di giocare com’è nelle sue corde: compatta dietro e fluida davanti. La gara con la Lucchese ha un sapore particolare perché rappresenta il mio esordio sulla panchina e nel professionismo in una partita molto tesa in un momento della stagione senza appello in cui a disposizione avevamo un solo risultato. Oggi è un’altra storia. I rossoneri sono uno scoglio non qualunque frutto di un percorso positivo che la squadra di Pagliuca ha condotto e che riceve conferme come il pari strappato a Pescara. Tatticamente gli avversari giocano con il rombo in mezzo al campo e uniscono quantità e fisicità a qualità tecniche e buona organizzazione di gioco».

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