Reggiana, un gol per tempo Alla Lucchese negato un rigore
Dominio granata nel primo tempo, ma a inizio ripresa sul risultato di 1-0 l’arbitro non fischia un fallo di mano in area
Luca Tronchetti
Con un gol per tempo la Reggiana liquida la Lucchese e dimostra di essere al momento la squadra più forte del campionato. Ma i rossoneri, in un campo ridotto a una palude con buona parte del terreno di gioco impraticabile, riescono a limitare la pressione dei padroni di casa e a inizio ripresa, sul risultato di 1-0 per i granata, si vedono negare un evidente calcio di rigore per un fallo di mano in area con la sfera colpita di testa da Papini diretta verso l’angolo più lontano dal portiere locale. E, come vuole la legge del calcio, dall’evidente penalty non assegnato al gol che mette in cassaforte la partita indirizzandola definitivamente verso la Reggiana passa un quarto d’ora. Sul 2-0 lo strapotere tecnico degli emiliani è in grado di congelare il risultato. La Lucchese, comunque, esce dal Mapei Stadium tra gli applausi e con la consapevolezza di potersela giocare con tutti. Anche contro formazioni più attrezzate e costruite per andare in serie B.
Lo ripetiamo sino alla nausea: non era quella contro i granata la gara da vincere a tutti i costi. Anche se, fare punti contro formazioni di vertice, serve a far crescere l’autostima. Con questa sconfitta, preventivabile alla vigilia, non cambia nulla ai fini della classifica con la Lucchese ancora a distanza di sicurezza dalla zona playout. L’importante sarà recuperare in fretta gli infortunati e fare punti nella sfida di domenica al Porta Elisa contro l’Aquila Montevarchi, una classica che manca da vent’anni.
Contro la capolista, Pagliuca si affida al collaudato 4-3-1-2 con Belloni a fare da trequartista e davanti il tandem Semprini-Fedato. Di contro Aimo Diana, che conferma la sua imbattibilità quando affronta la Lucchese, contrariamente alle previsioni della vigilia cambia modulo tattico affidandosi al 4-3-3 anziché proseguire con il 3-4-1-2 mostrato in altre circostanze. La pioggia battente caduta in abbondanza sin dal mattino forma delle pozze d’acqua in varie parti del campo e la manovra ne risente in maniera pesante con la palla che non viaggia come dovrebbe e costringe i ventidue in campo a mille acrobazia per restare in piedi e costruire accettabili trame di gioco. Il possesso palla, com’è normale, è tutto dalla parte dei granata che spingono con veemenza con il tridente Rosafio-Zamparo-Lanini che farebbe un figurone anche in categoria superiore. In dieci minuti la Reggiana sfiora tre volte il gol del vantaggio. Al minuto 22 con una conclusione maligna da 35 metri che costringe Coletta, lontano dai pali, a deviare in angolo sfoderando un provvidenziale colpo di reni. Sul corner che ne scaturisce Lanini di testa colpisce la traversa e al 29’ , sempre su palla inattiva calciata da Rossi, Belloni nell’area piccola rinvia corto e Sciaudone calcia a botta sicura trovando sulla sua strada il portiere rossonero a respingere con il corpo. La Lucchese? Si vede una sola volta, ma rischia di far male. Assist di Fedato per l’accorrente Belloni che manca l’appuntamento con il gol per una questione di centimetri. Ma quando la Lucchese pensa di averla fatta franca e di andare a riposo sul risultato di parità ecco che una disattenzione difensiva su rimessa laterale libera in area Sciaudone che stavolta non sbaglia e porta i granata in vantaggio. Nella ripresa la giacchetta nera si erge a protagonista e nega un rigore grande una casa sul fallo di mano del solito Sciaudone (sempre lui, protagonista nel bene e nel male) che da provetto pallavolista allunga il braccio ed evita che il colpo di testa di Papini s’infili alla destra di Voltolini. Su quell’errore pesa l’intera gara. Perché da quel momento la Reggiana torna a essere padrona del match. Aimo Diana inserisce Guglielmotti e passa alla difesa a quattro e qualche minuto dopo capitan Rozzio su calcio d’angolo svetta più in alto di tutti, infila Coletta e di fatto archivia la partita mettendo in cassaforte risultato e primato. E il portiere rossonero evita un passivo più pesante compiendo, a tempo scaduto, un miracolo sul neo entrato Sorrentino lasciato libero all’altezza del dischetto. Al triplice fischio solo applausi per vincitori e vinti.
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