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Lucchese, una vittoria sofferta nonostante un’ora di dominio
Dopo un gran primo tempo, nella ripresa la squadra, pur avendo l’uomo in più, cede campo e rischia il pari della Viterbese
Luca Tronchetti
LUCCA. Adesso anche la classifica torna a sorridere alla Lucchese che lascia definitivamente i bassifondi e si colloca in una meritata posizione di centroclassifica dopo aver conquistato in una settimana sette punti in tre partite. Dal ko con la Vis Pesaro alla vittoria con la Viterbese sembra sia trascorso un secolo almeno andando a rivedere la situazione di una squadra che, specie in fase difensiva, denunciava pericolosi sbandamenti come dimostravano i 16 gol subiti in otto partite. Adesso invece Coletta è imbattuto da 180 minuti e, oggettivamente, non ha corso seri rischi con le compagini gialloblù affrontate in cinque giorni (la Fermana martedì e ieri pomeriggio la squadra della Tuscia). Tutto bene quindi? Se proprio dobbiamo dirla tutta allora questa formazione deve ancora acquisire la personalità necessaria per gestire partite già in cassaforte e che rischiano di essere riaperte da avversari decisamente inferiori. É il caso della gara salvezza con la Viterbese. I laziali nella prima frazione non hanno mai visto palla. La Lucchese, dopo essere passata in vantaggio con Shaka Mawuli (il migliore in campo), ha continuato a spingere causando altri grattacapi per la difesa a tre schierata dal tecnico ospite e rischiando, in almeno due circostanze, di mettere una pietra tombale sul match. Un dominio assoluto proseguito anche a inizio ripresa nonostante il cambio di modulo della Viterbese (passata dal 3-5-2 al 3-4-1-2) e il tentativo di pressing sui portatori di palla. Uno strapotere che, all’improvviso, viene meno proprio nel momento più propizio quando il mediano sinistro Urso – l’unico che nella prima frazione costringe il portiere rossonero ad esibirsi nell’unica parata provvidenziale dell’incontro – si fa ingenuamente cacciare per un duplice cartellino giallo rimediato in una decina di minuti. Ecco, paradossalmente, in quel momento la Viterbese prende coraggio e va all’arrembaggio mentre la Lucchese rincula pericolosamente e non riesce più ad affacciarsi con decisione e soprattutto a costruire palle gol dalle parti di Daga. Un atteggiamento difficilmente spiegabile. A livello fisico la squadra, stringendo i denti e dimostrando carattere da vendere, non pare accusare la fatica accumulata in una settimana in cui si è giocato quasi ogni due giorni. Semmai si tratta di un problema di natura mentale: la paura di non riuscire a portare a casa i tre punti e cadere sul traguardo com’è già accaduto in questa stagione in un paio di circostanze. Così, dopo il miglior primo tempo dall’avvio del campionato, ecco che alla fine arriva la vittoria della sofferenza con gli ultimi sette minuti e mezzo di recupero (tanti i cambi, le mezze risse, gli ammoniti, gli accapigliati) vissuti in apnea sugli spalti e in panchina con mister Pagliuca che al triplice fischio libera tutta la sua incontenibile gioia e corre assieme ai suoi ragazzi sotto una curva in festa e che incita la squadra per tutti i quasi 100 minuti della sfida. Ora la Viterbese è a -8 e, se non rivoluzionerà la rosa a gennaio, pare essere un’indiziata alla retrocessione.
L’avvio di questa importante sfida salvezza terminata con il batticuore era stato tutto in discesa per i rossoneri che privi di quattro titolari (Fedato, Nannini, Picchi e Baldan) con l’ex Bensaja prendevano subito in mano le operazioni e in dieci minuti imprimevano una direzione precisa alla sfida con un imperioso stacco di testa del centromediano Shaka Mawuli che infilava l’angolo alla destra dell’estremo laziale. Il miglior Belloni della stagione, maestro del fraseggio, saliva in cattedra a distribuir palloni e l’inerzia della sfida era tutta dei padroni di casa che sciorinavano un calcio a tratti divertente. Nella ripresa la Viterbese alza il baricentro e la squadra rossonera appare troppo schiacciata nella sua trequarti. Nemmeno l’uomo in meno degli ospiti agevola i padroni di casa con i gialloblù che si fanno pericolosi sulle palle inattive. Ma i confusionari assalti di Murilo e soci mettono a repentaglio solo le coronarie degli spettatori e alla fine arriva la seconda vittoria stagionale al Porta Elisa.
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