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PALLAVOLO MASCHILE 

Un pezzo di Lucca ai mondiali di volley per atleti non udenti

Eva Bertolacci
Un pezzo di Lucca ai mondiali di volley per atleti non udenti

Doriano Fischetto è il vice coach degli azzurri medaglia di bronzo a Chianciano «Mio nonno era Danilo Michelini, attaccante rossonero anni Trenta e Quaranta»

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Eva Bertolacci

LIVORNO. C’è anche un pezzo di cuore lucchese nel terzo posto dell’Italvolley ai Mondiali per atleti sordi di Chianciano Terme. Doriano Fischetto da due anni è il vice-allenatore della Nazionale, guidata da Matteo Zamponi. La squadra azzurra si è messa al collo la medaglia di bronzo dopo aver battuto nella finale terzo/quarto posto la Francia per 3-0. Mentre la nazionale femminile ha vinto l’argento perdendo in finale contro la Turchia. «È un risultato straordinario – ci racconta Doriano – erano sedici anni che la Nazionale maschile non saliva sul podio, per noi è stata una grandissima soddisfazione. Dopo aver superato nei quarti di finale in tre set la Turchia, campione mondiale e olimpica in carica, abbiamo iniziato a crederci. Alla fine ci ha battuto solo la Russia, che poi ha vinto l’oro. Un risultato davvero incredibile per noi, che giocavamo davanti al nostro pubblico e che prima delle partite cantiamo l’Inno con la voce e con il linguaggio dei segni. La cosa più importante di questo contesto è la funzione sociale, lavoriamo per l’inclusione degli atleti e per permettere loro di praticare questo sport in sicurezza, seguiti da tecnici e personale qualificato». Doriano, che da quest’anno allena le giovanili del Volley San Miniato, ha vissuto anni indimenticabili alla guida del vivaio del Torretta Volley a Livorno, dopo una carriera di tutto rispetto come giocatore: «Ho giocato tanti anni nel Tomei, poi sono stato al Turris Pisa, Rosignano, ma a 25 anni per via del lavoro ho dovuto smettere. Per cinque anni ho allenato al Torretta dove mi sono tolto tante soddisfazioni, una su tutte il titolo italiano 3vs3 Under 13 e tre titoli regionali. Ora ho voluto cambiare per fare nuove esperienze, a S. Miniato allenerò due gruppi giovanili e sarò assistente della prima squadra che milita in Serie C».

La storia di Doriano del resto è la storia di uno sportivo dalla nascita. «Ho sempre vissuto a Livorno, ora vivo a Vicarello, ma sono nato a Lucca. Mio nonno era Danilo Michelini, giocatore di Serie A con trascorsi nella Lucchese, Roma, Fiorentina, Torino. Recentemente alcuni esponenti politici hanno proposto di intitolare una parte dello stadio Porta Elisa, proprio all’ex campione di calcio. Mia sorella Teodora ha giocato a pallavolo in Serie A qui a Livorno». Una storia che è stata certamente influenzata dal suo handicap uditivo. «Sono nato prematuro, la parte del nervo acustico non si è completamente formata. Il mio linguaggio non si evolveva come quello degli altri bambini, capivo il labiale ma potevo pronunciare poche parole. A quattro anni mi misero le prime protesi acustiche, da lì ci fu una corsa contro il tempo attraverso i logopedisti per farmi recuperare il terreno perduto. Erano gli anni Settanta, non c’erano i progressi tecnologici che abbiamo oggi, e devo ringraziare ogni giorno i miei genitori per tutto quello che hanno fatto per non farmi restare “indietro” rispetto agli altri bambini normo-udenti».

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