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LA SERIE C 

Lucchese dietro la lavagna con ventinove cartellini gialli

Nicola Nucci
Lucchese dietro la lavagna con ventinove cartellini gialli

Quasi tre ammonizioni e mezzo ogni partita indice di una tensione palpabile Dal 2000 a oggi soltanto in tre occasioni la squadra ha ottenuto meno punti

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Nicola Nucci

LUCCA. I numeri non sempre dicono tutto. In che modo una squadra prende gol o se avrebbe meritato di più dal verdetto del campo come è accaduto alla Lucchese in questo inizio di stagione. Ma molto spesso però fotografano cosa non va, forniscono indicazioni utili per evidenziare i difetti e correggere il tiro. Un esempio evidente sono le ammonizioni prese dalla squadra rossonera nelle prime otto giornate. Con ben 29 cartellini gialli i rossoneri detengono il record del girone, precedendo Gubbio, Pistoiese e Vis Pesaro secondo le statistiche del sito transfermarkt. Un dato incrementato dalle cinque ammonizioni rimediate nell’ultima gara con la Vis Pesaro (Frigerio, Bellich, Semprini, Fedato ed Eklu Shaka). Nove sono state prese da due centrocampisti, Bensaja (5) e Frigerio (4). Segno di un nervosismo della squadra che evidentemente avverte il peso della classifica e di un ambiente che vuole dimenticare in fretta la disastrosa stagione passata culminata con la retrocessione sul campo e poi il ripescaggio dopo un grande sforzo economico della società rossonera.

Ammonizioni che in alcuni casi sono conseguenza di arbitraggi fiscali nei confronti della Lucchese. Fatto sta che è un dato che merita una valutazione. Altro aspetto evidenziato dalla sconfitta con la Vis Pesaro è la difficoltà a mantenere il vantaggio. Non più un caso visto che si è verificato contro Cesena, Teramo e Modena dopo essere partita con la marcia giusta ed avere condotta gran parte della gara. I rossoneri sono andati in vantaggio come le grandi, ma a differenza di Reggiana (sei volte), Cesena, Ancona e Pescara (cinque) si sono fatti riprendere e rimontare in tre occasioni uscendo a mani vuote dal campo. Certamente sulla gestione emotiva della partita influisce il fatto di essere una squadra giovane, con una media di 23,5 una delle più giovani del girone, dopo Montevarchi, Ancona, Imolese e Teramo e quasi come il Pontedera. E una maggiore attenzione a livello difensivo che è mancata con la Vis Pesaro con entrambe le reti maturate su palle inattive e non conseguenza di una supremazia tattica dell’avversario. Come dire che ci sono i presupposti per invertire la marcia. A patto che la Lucchese corregga i suoi difetti e trovi più equilibrio, concretezza e “cattiveria” agonistica. Perché la classifica, con i rossoneri precipitati in zona playout, impone di fare risultato all’Ettore Mannucci di Pontedera.

Dal 2000 ad oggi dopo otto giornate si era partiti peggio l’anno scorso (due punti) e nelle stagioni 2000-2001 e 2015-2016 con cinque punti in carniere.

La dirigenza rossonera, per bocca di Bruno Russo, ha confermato la fiducia a Guido Pagliuca che si è assunta la responsabilità del ko con la Vis Pesaro, invitando la squadra a dare di più e concentrarsi sulla sfida contro i granata dell’ex direttore generale rossonero Paolo Giovannini che annovera nelle sue file il difensore Marcos Espeche, 36 anni, tra i dieci giocatori più presenti all time con la maglia della Lucchese e attuale infortunato. Sul sintetico di Pontedera si giocherà sarà una gara delicata e importante per dare un calcio alla crisi.

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