Il presidio
Lucchese, una difesa colabrodo regala il pari al modesto Teramo
Dieci gol in cinque partite sono un campanello d’allarme.I rossoneri prima la ribaltano e poi nel finale vengono raggiunti
Luca Tronchetti
LUCCA. La Lucchese prima la ribalta e poi si butta via confermando i problemi emersi ormai da un mese nella fase difensiva. Dieci gol subiti in cinque partite sono decisamente troppi per pensare a un campionato che non vada al di là di una tranquilla salvezza visto l’organico a disposizione del tecnico. Occorre rivedere qualcosa sia nel pacchetto arretrato dove il solo Bellich sembra fornire prestazioni convincenti (sarà un caso, ma quando è uscito per infortunio la Lucchese ha subito il gol del pari) e a centrocampo dove Bensaja continua a deludere e il solo Shaka Eklu Mawuli è in grado, almeno fisicamente, di reggere il peso della linea mediana usando alternativamente il fioretto e la spada (anche lì appena è stato sostituito per il giovane Brandi) gli ospiti hanno ripreso vigore alzando il baricentro. Certo, questa Lucchese non è nemmeno lontana parente di quella della passata edizione. Ma i punti sono soltanto sei in altrettante partite quando, vista la mole di gioco e di occasioni, la squadra avrebbe dovuto avere perlomeno 4 punti in più. Diciamolo francamente: la delusione per la mancata vittoria è cocente. Perché, non ce ne voglia mister Federico Guidi che nel finale ha avuto il coraggio di giocare con quattro ragazzi del 2000 e uno dei 2001, ma i biancorossi abruzzesi sono la formazione più modesta vista sinora al Porta Elisa.
Una formazione, il Teramo, che ruota attorno al regista arretrato Andrea Arrigoni, figlio di Roberto il libero della Lucchese nel triennio 1983-86 che disputò 87 partite e vinse il campionato di C2 con Melani in panchina, protagonista assoluto della prima frazione di gioco. É lui che dopo 6’ su punizione dal limite piazza la sfera sotto la traversa con la palla che rimbalza oltre la linea bianca con Coletta, al rientro tra i pali dopo i tre gol subiti da Cucchietti ad Ancona, che resta ingannato dalla traiettoria. Ed è ancora lui al minuto 17 a procurare un rigore alla Lucchese colpendo prima con un braccio in area di rigore e un istante dopo stendendo Semprini vicino all’area piccola con Fedato che realizza con freddezza dal dischetto la sua prima rete stagionale dopo le 11 realizzate in Eccellenza una decina d’anni fa. Rispetto allo schieramento con l’Ancona Matelica, Pagliuca (squalificato di nuovo per blasfemia e sostituito in panchina dal tandem Carbone-Angeli) va sul sicuro e ripropone il 4-3-1-2 con Gibilterra dietro le punte, Shaka Mawuli a dare sostanza al centrocampo, Corsinelli a dare dinamicità e geometrie sulla corsia destra e Bellich a infondere consistenza e sicurezza nel pacchetto arretrato. Una formazione decisamente più quadrata e aggressiva. Infatti, dopo i due gol messi a segno in diciotto minuti, è la Lucchese a fare la partita. Ma al possesso palla non corrisponde la giusta profondità. La squadra spinge, ma senza la necessaria continuità e senza la dovuta lucidità. Gli attacchi sono sporadici, la manovra non è avvolgente e spesso si cerca di tagliare il centrocampo con i lanci lunghi dalle retrovie. Il Teramo (che dopo un quarto d’ora perde l’esperto centrale Soprano) prova a giocare il pallone e a pressare alto, ma Coletta resta inattivo. Nella ripresa la Lucchese aggredisce con maggiore veemenza e passa in vantaggio dopo 11 minuti con il mediano ghanese Shaka Mawuli sugli sviluppi di un cross dalla destra di Gibilterra. La sua conclusione dal limite trova l’angolo basso alla destra di Tozzo. Manca più di mezz’ora alla fine e la Lucchese sembra essere padrona del campo. Tanto più che Semprini manca il gol che chiuderebbe la partita trovando sulla sua strada la deviazione a mano aperta dell’estremo abruzzese.Inizia la girandola della sostituzioni. Ma nei cambi stavolta le giuste intuizioni ce l’ha il tecnico toscano degli ospiti, Federico Guidi, che inserisce quatttro ventunenni: le punte Birligea e Kyeremateng, il terzino Rillo e il mediano Cuccurullo. E proprio da una combinazione dei due ultimi arrivati – cross dalla sinistra di Rillo e inserimento a centroarea di Cuccurullo – il Teramo ottiene l’insperato pareggio. Il quarto in otto gare al Porta Elisa. Un gol realizzato con la complicità di Coletta che tocca la sfera, ma non riesce a deviarla fuori dalla porta. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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