Il presidio
Lucchese, il sogno dura un tempo Il Cesena in due minuti lo ribalta
Alla fine della prima frazione i rossoneri erano in testa alla classifica, poi il black out che consegna i tre punti ai romagnoli
Sembrava un sogno. La Lucchese, brutto anatroccolo e retrocessa con ignominia nella passata stagione, al termine dei primi 45 minuti della seconda partita di campionato era da sola in testa alla classifica. C’era da stropicciarsi gli occhi, da guardare in cielo per vedere se l’ultimo angelo salito lassù (lo storico tifoso Paolo Carina) era riuscito a intercedere per i colori rossoneri. La squadra, opposta a una delle «sei sorelle» super favorite alla promozione in B (con il Cesena ci sono il Pescara, la Reggiana. la Virtus Entella, il Modena e il Siena), non solo era in vantaggio mostrando di giocarsela alla pari contro i più blasonati avversari, ma i ragazzi di Pagliuca (ancora squalificato e in tribuna a soffrire con i suoi collaboratori) avevano sciorinato un calcio aggressivo e propositivo con il figliol prodigo Fedato capace di cercare la porta dalla media distanza e con Nannini e Corsinelli a fare l’elastico sulle rispettive corsie di competenza con qualche interessante inserimento di Eklu Shaka Mawuli. Il tecnico della Lucchese era stato astuto nel mischiare le carte e cambiare modulo e interpreti al di là dell’infortunio dell’ultim’ora occorso al centrocampista di destra Picchi. Dal 4-3-1-2 l’allenatore cecinese è passato al 3-5-2 schierando dal primo minuto i centrali Papini e Baldan accanto a Bellich, inserendo in mezzo al campo il ghanese e mandando in campo dall’inizio l’ultimo arrivato dal Gubbio accanto al goleador Semprini. Una formazione inattesa per il Cesena che, almeno nei primi venti minuti, rimane guardingo: rintanato nella propria metacampo. Sembrava un sogno quando, al minuto numero 45, il versiliese Corsinelli di testa nell’area piccola su uno splendido cross dalla sinistra incorna in rete e va a festeggiare sotto la gradinata manda in estasi i circa 900 spettatori tornati in presenza dopo 11 mesi seppur con una capienza limitata al 50% (2000 posti). Sembrava... Perché nella ripresa esce fuori il maggior tasso tecnico del Cesena e nel giro di due minuti i ragazzi di Viali (che rompe un tabù visto che contro la Lucchese sia da calciatore che da allenatore non aveva mai vinto) ribaltano il risultato. Forse giova il cambio del giovane terzino Yabre che al 37’ pt, già ammonito, l’arbitro Arena risparmia da un doveroso rosso per un fallo su Corsinelli sostituito dal regista Rigoni che prende subito in mano la squadra. O forse, semplicemente, si tratta di una presa di consapevolezza della compagine romagnola che rientra in campo con un altro spirito. Così al 3’ su una percussione di Bortolussi, Caturano colpisce male, ma la sfera finisce ad Ardizzone che infila nonostante il disperato tentativo di chiusura da parte di Coletta. Passano 180 secondi e la frittata è servita. Zecca crossa dalla sinistra, la difesa resta immobile, Coletta e Bellich non intervengono e il terzino bianconero Candela infila in rete da due passi nell’area piccola. Dall’illusione del 45’ al disincanto del 50’.
La Lucchese accusa il colpo. Prova a reagire, ma mancano idee e la necessaria lucidità. E il caldo, unito al ritardo di preparazione, inizia a farsi sentire. Il Cesena rincula, ma rinserra le file e difende anche con nove uomini dietro la palla lasciando al solo Caturano il peso dell’attacco. Pagliuca, sostituito in panchina dal match analyst Carbone, le prova tutte mandando in campo il fantasista Gibilterra e l’ala Belloni. Morale? La Lucchese colleziona calci d’angolo e mischie in area di rigore, ma il portiere ospite di rischi ne corre davvero pochi. Intanto sale la tensione, cresce il nervosismo e fioccano le ammonizioni che alla fine saranno otto (quattro per parte). I sei minuti di recupero concessi dal direttore di gara passano senza sussulti e alla fine sono i trenta ultras del Cesena in curva Est a fare festa. Per i ragazzi in maglia rossonera però solo applausi da parte dei tifosi e la consapevolezza che questa Lucchese, registrata a dovere, potrà fare un’ottima stagione senza più soffrire in coda al gruppo. A Pagliuca le squadre romagnole stanno decisamente indigeste: otto anni fa, sempre alla seconda giornata e sempre al Porta Elisa, la sua Lucchese venne sconfitta 2-1 dal Romagna Centro Martorano squadra che 4 anni fa si è fusa con il Cesena.
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