Il presidio
Lucchese, una settimana decisiva ora spuntano possibili nuovi soci
Con il ripescaggio alle porte, il broker Joel Esciua potrebbe sciogliere la riserva Ma all’orizzonte si profilano anche gruppi internazionali ed ex dirigenti di club
Luca Tronchetti
LUCCA. Una settimana decisiva. La Lucchese oggi è davvero al centro dell’attenzione. L’ipotesi, praticamente la certezza, che il club rossonero sarà in pole position per il ripescaggio in Lega Pro diventa un biglietto da visita di fondamentale importanza. In questo magma delle categorie inferiori avere una società praticamente senza debiti (vero c’è qualche sbilancio causato da mancati ricavi e dai continui tamponi, ma è davvero poca cosa) è manna dal cielo. Un richiamo per qualsiasi imprenditore (serio o farlocco che sia) che sia intenzionato a fare calcio. Insomma la Lucchese è il miele su cui ci sono già diverse api pronte a tuffarcisi. La prudenza in questi casi è d’obbligo anche perché un milione di euro (non di lire, che era la ricompensa ricevuta dal signor Bonaventura – il personaggio dei bambini del Dopoguerra ideato da un maestro come Sergio Tofano – al termine di ogni storia) a ieri sera la Lucchese non lo aveva ancora trovato. Ma chissà che questa ipotesi tutt’altro che suggestiva, ma estremamente realistica, non spinga chi già si è avvicinato alla Lucchese come il broker e finanziere internazionel Joel Esciua, che già si era avvicinato nell’ottobre-novembre 2020 alla Lucchese ricevuto pure dal sindaco e che ha partecipato con interesse alla presentazione del nuovo stadio lunedì 7 luglio nella magica cornice del San Francesco alla presenza delle autorità, delle forze politiche e dell’imprenditoria lucchese.
Ma il trend per questa Lucchese che dal secolo scorso non conosce più il calcio vero (la serie B) potrebbe davvero invertirsi. Ci sono un paio di gruppi che si stagliano all’orizzonte e avrebbero iniziato a chiedere informazioni sulla Lucchese e sul suo futuro. Imprenditori che non sono necessariamente interessati al progetto stadio. Ma che potrebbero partecipare assieme a quegli sponsor (dalla Celfa al gruppo Varia, dal gruppo Puccetti alla Bardhal e altri ancora) che dal luglio 2019 ad oggi hanno contribuito fattivamente alla rinascita della squadra che altrimenti sarebbe finita, come è capitato al Cuneo, in Terza categoria decretando la morte del calcio a Lucca.
Da oggi sino al 18 luglio la storia della Lucchese potrebbe cambiare. Avere un’improvvisa accelerazione. Per carità, di lavoro da fare ce n’è molto. A partire dall’ottenimento della licenza nazionale per disputare al Porta Elisa le partite di serie C (la deroga non è ammessa e servono 800 lux per torri faro pericolanti). Ma l’interesse verso la Lucchese adesso è tornato preponderante. E dietro l’angolo non ci sono i soliti noti che bivaccano nel calcio per succhiare i pochi soldi, spolpare la società e avviarla verso l’ennesimo fallimento. Una settimana per capire se il progetto serie C non solo sarà economicamente sopportabile, ma potrà permettere agli operatori sportivi di costruire una squadra che possa aspirare a una salvezza tranquilla. Soltanto l’inizio di un progetto virtuoso. —
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