Il Tirreno

Lucca

i criteri per il 2021-22 

La classifica vale metà del totale, poi vengono la storia e gli spettatori

Antonio Scuglia
La classifica vale metà del totale, poi vengono la storia e gli spettatori

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LUCCA. Contrariamente a quanto molti pensano, non esiste una regola fissa per stabilire i criteri per i ripescaggi: ogni anno, di questi tempi, si tiene un Consiglio federale chiamato a decidere per la stagione che sta per iniziare. È anche vero che difficilmente vi sono delle modifiche sostanziali anno per anno salvo casi eccezionali (come quando, nel 2003, fu varata una norma una tantum per ammettere la Fiorentina, proveniente dalla serie C2, alla serie B , in barba alle graduatorie).

Il comunicato che fa legge quest’anno per la serie C è il 285/A emesso in seguito al Consiglio federale del 9 giugno scorso.

In base ad esso, qualora vi siano dei posti liberi, per l’integrazione dell’organico del campionato di serie C 2021/22, si procederà con il seguente ordine: una Seconda Squadra di Serie A, una società che abbia disputato il Campionato Nazionale Serie D e una retrocessa dalla Serie C. In questo momento però l’unico club che ha una Seconda Squadra è la Juventus, e questo team nominalmente Under 23 è già in serie C.

Quindi la prima eventuale ripescata non sarebbe una retrocessa ma una squadra che ha fatto la D (con priorità alle nove vincitrici dei playoff), la seconda una retrocessa, la terza un’altra squadra che ha fatto la D, la quarta una retrocessa e così via, alternando le due voci.

E la formazione della graduatoria? Ci sono tre criteri. Per la serie C, quindi per le otto retrocesse, si parte dalla classifica finale dell’ultimo campionato (valore 50%) e qui la Lucchese è messa così così. Dietro ci sono Livorno, Arezzo, Cavese e Ravenna; davanti ci sono Pistoiese, Bisceglie (che ha fatto 30 punti contro i 31 della Lucchese, ma vanno moltiplicati per 1,05 dato che il suo girone era a 19) e Fano. La Lucchese qui dovrebbe avere 5 punti su 8.

Gli altri due criteri valgono ciascuno per il 25%. Il primo è quello della tradizione sportiva della città (ogni campionato di serie A dal 1929 in poi giocato vale due volte e mezza un campionato giocato in C, ogni campionato giocato in B vale circa due campionati di C...). E infine abbiamo il numero medio degli spettatori allo stadio dalla stagione 2014/15 alla stagione 2018/19, anche questo con un valore del 25% nel computo finale. —

Antonio Scuglia

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