Il Tirreno

Lucca

GLI ALLENATORI 

Toneatto con la parrucca per spiare la vita notturna dei suoi calciatori

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Chiappella, Radice, Toneatto. Tre allenatori importanti nella carriera di Renato Roffi. «Beppe Chiappella mi cambiò ruolo: non mi vedeva a centrocampo, per lui ero troppo lento. Così mi spostò a fare il libero: è stata la mia fortuna. Fu lui a coniare il soprannome di Pedana, a causa dei miei piedi decisamente sproporzionati. Radice invece mi ha allungato la carriera: mi faceva giocare dappertutto. Terzino, mediano, libero. Alla vigilia della partita ti dava una carica incredibile. E quando ti riprendeva in allenamento o in partita poi ti chiamava in disparte per spiegarti che era un modo per farti crescere e responsabilizzarti. Toneatto invece era un sanguigno capace di litigare anche con Riva. Non si fidava dei calciatori e di sera, lui che era calvo, indossava una parrucca e al volante di un’auto prestata da un amico faceva il giro dei locali notturni per coglierci in flagranza di reato. E quando ci riusciva vi assicuro che erano dolori. Io con lui non ho mai sgarrato. Andavo a letto presto».

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