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Per Asia Caporali il debutto a 16 anni «Playoff, non abbiamo niente da perdere»

Eva Bertolacci

La giovane schiacciatrice schierata a Novara nel terzo set  «Quest’esordio è stato una sorpresa enorme per me»  

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Eva Bertolacci

Capannori. L’esordio in Serie B1 a sedici anni non è roba di tutti i giorni… Difficile scrutare nell’animo di una ragazza classe 2005 che, seppur dotata di un’altezza di un metro e ottanta è chiamata a un esordio di fuoco in un contesto difficilissimo. Al Pala Agil di Novara, sotto di due set, coach Capponi ha deciso di concedere il debutto in campo ad Asia Caporali. Arrivata a Capannori l’estate scorsa, la schiacciatrice originaria di Grosseto di certo non se l’aspettava… «Lì per lì pensavo a un errore. Nessuno mi aveva avvisato che avrei debuttato, sicché la sorpresa è stata enorme per me».

E come è andata?

«Sono entrata al servizio, non ho fatto punto ma non ho nemmeno sbagliato, sicché direi bene».

Sabato al PalaPiaggia, nella gara di ritorno dei playoff contro la Igor Novara ci sarà da fare l’impresa...

«Ci alleneremo al meglio per ribaltare la situazione, non abbiamo niente da perdere e ce la metteremo tutta».

Qual è la sua storia pallavolistica prima di vestire la maglia bianconera?

«Ho iniziato a giocare a volley a 8 anni. Prima facevo ballo perché ho un fratello che faceva balli caraibici a livello mondiale, ma una volta provata la pallavolo ho scelto questo sport. Ho sempre giocato a Grosseto nella squadra dei Vigili del Fuoco, l’anno scorso giocavo in Serie D e U16».

In che ruolo?

«Schiacciatrice, o anche opposto ma giocando in ricezione».

L’idolo da imitare?

«Paola Egonu».

A quale tecnico è più legata?

«Devo tantissimo alla mia ex allenatrice Vittoria Ausanio, ho iniziato con lei e con lei sono rimasta fino a due anni fa, mi ha allenato e cresciuto per sei anni».

Come è andata l’esperienza del trasferimento in un’altra città lontano da casa?

«Devo dire che Grosseto e Lucca per certi versi si somigliano, sono città piccole. Mi sono trovata subito molto bene con le mie compagne di squadra e la lontananza da casa non mi ha pesato».

Con chi ha legato di più?

«Ho un bel rapporto con tutte, ma se proprio devo fare dei nomi direi Elisa Romani e Giulia Lunardi».

Il momento più bello della sua vita sul campo?

«La vittoria nel 2019 con la Selezione Basso Tirreno, ero il capitano della squadra e al punto della vittoria ci siamo messe tutte a piangere, è stata un’emozione altissima».

La più bella gara – finora – della Nottolini quest’anno?

«La vittoria contro Castelfranco al tie-break, non se l’aspettava nessuno».

Oltre alla pallavolo cosa c’è nella sua vita?

«Sono in seconda superiore, studio relazioni internazionali all’ITC Carrara. Mi piace studiare, penso di proseguire all’università seguendo questo indirizzo. Nel tempo libero mi piace leggere, adoro i romanzi».

L’ultimo che ha letto?

«La canzone di Achille».

La meta preferita?

«Con i miei genitori ogni estate andiamo in vacanza a Napoli: lì il mare è unico e le cose da vedere sono tantissime».

Pregi e difetti del suo carattere?

«Mi dicono tutti che sono permalosa, ma tra i pregi ci metterei la determinazione, mi piace ottenere ciò che voglio». E ora nel mirino c’è il ritorno playoff con Novara. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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