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Lucchese, sarà presentata l’iscrizione alla D ma il club vigilerà sull’ipotesi di riammissione

Luca Tronchetti
Lucchese, sarà presentata l’iscrizione alla D ma il club vigilerà sull’ipotesi di riammissione

Il presidente Bruno Russo: «Attendiamo la fine della stagione per iniziare a parlare della parte sportiva 2021-22»

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LUCCA. La Lucchese è retrocessa sul campo e a fine giugno s’iscriverà, come prevede il regolamento, al campionato di serie D. Se entro il 15 luglio vi saranno una o più formazioni che non saranno ammesse alla Lega Pro a quel punto la Lucchese inoltrerà la domanda di riammissione alla categoria professionistica. «Perché - dicono all’unisono il presidente Bruno Russo e il direttore generale Mario Santoro – non lasceremo nulla di intentato per provare a disputare anche nella stagione 2021-22 la serie C». Proprio ieri la Federazione ha approvato il manuale delle Licenze Nazionali per la prossima stagione sportiva che prevede al 28 giugno il termine perentorio per la presentazione della documentazione per l’iscrizione ai campionati. Il giorno 8 luglio è prevista la comunicazione dell’esito dell’istruttoria ai club.

Le società bocciate potranno presentare ricorso e il 15 luglio il Consiglio Federale deciderà se escluderle definitivamente o riammetterle. A quella data sapremo se e quanti saranno i club di C da reintegrare per portare a sessanta le squadre ai nastri di partenza della prossima stagione. «Noi staremo alla finestra: vigili e pronti a entrare in azione all’occorrenza. – sostiene Santoro – Possibilità? Chi può dirlo. A oggi leggiamo del fallimento della Sambenedettese che, teoricamente, potrebbe ripartire anche in C se trovasse acquirenti disposti a pagare debiti pregressi verso i tesserati. Ma da adesso a fine giugno lo scenario può variare. Domanda: siamo sicuri che i criteri di riammissione siano quelli della passata stagione? Siamo certi che le norme per l’iscrizione siano identiche a quelle passate? A nostro giudizio le possibilità di riammissione ci sono, ma alla fine dipenderà da tante variabili che passano sopra alle nostre teste. Oggi vale tutto e il contrario di tutto».

LE SCUSE AI TIFOSi

Il presidente Russo non usa mezzi termini: «Abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere scusa alla città per l’annata sportiva disastrosa. Abbiamo commesso tanti errori amplificati dal Covid. Ma lo abbiamo fatto in buona fede e forse l’inesperienza ci ha giocato un brutto scherzo. Nell’anno zero, quello della ricostruzione, la pandemia ci ha dato una mano. Siamo stati fortunati. Ma la buona sorte del 2020 ci ha abbandonato nel 2021 quando siamo stati penalizzati in ogni modo: dal virus alla catena impressionante di infortuni a certi errori nelle valutazione. Ma nella vita si vince e si perde tutti insieme. Inutile prendersela con una persona sola (il diesse Deoma): le colpe sono state di tutti in parte eguale. Nessuno si senta incolpevole. Salvo riammissione ripartiremo dai dilettanti».

LE VALUTAZIONI TECNICHE

Russo giura e spergiura di non aver ancora affrontato l’aspetto tecnico. Di non aver ancora sentito Big Mac Maccarone piuttosto che Giannichedda o ancora Gilardino. E nemmeno di aver sondato Lorenzo Vitale (figlio di Pino, direttore sportivo rossoneri che fece grande la Lucchese) come direttore sportivo e che, con la sconfitta della sua Aglianese ai danni del GhiviBorgo, rischia di compromettere la promozione in C. «Alla fine del mese, faremo delle scelte. – dice il presidente rossonero – Il nuovo allenatore dovrà essere in grado di condurre la squadra sia per un campionato di vertice in D sia per un campionato da centro classifica in C. Dobbiamo riflettere bene perché dovrà essere il tecnico che ci proietta nel futuro». Sul destino di Deoma, interviene il dg Santoro: «Oggi non è in conferenza perché parlavamo dello stadio. Il discorso sulla direzione sportiva non è stato ancora affrontato. Lo faremo tutti e quattro soci assieme. Non possiamo permetterci di sbagliare di nuovo». —




 

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