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IL FUTURO DOPO LA RETROCESSIONE 

Lucchese, il progetto stadio può decollare solo se il governo Draghi modifica le norme

Luca Tronchetti
Lucchese, il progetto stadio può decollare solo se il governo Draghi modifica le norme

L’assessore Ragghianti: «L’iter burocratico penalizza anche le amministrazioni: dall’alto serve un cambio di passo»

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Luca Tronchetti

LUCCA. «Avanti, Pedro, con giudizio, se puoi» è l’espressione diventata proverbiale che Alessandro Manzoni ne «I Promessi Sposi»mette in bocca al Gran Cancelliere di Milano, Antonio Ferrer, che si rivolge al cocchiere mentre la carrozza passa circondata dal popolo in tumulto per la carestia che è sopraggiunta alla peste. In tempi di Covid – che ha portato ad una crisi economica senza precedenti – la citazione manzoniana calza a pennello per quanto riguarda il restyling del Porta Elisa da cui passa giocoforza il futuro della Lucchese. Il Comune, sentendosi tirare per la giacca da tutti i protagonisti della vicenda (società, media, partiti di opposizione, società civile), replica a chi accusa di immobilismo e incapacità manifesta la giunta per i ritardi nella convocazione della conferenza preliminare dei servizi. L’assessore allo Sport, Stefano Ragghianti, ribadisce ancora una volta l’interesse dell’amministrazione e conferma quello degli imprenditori che in questi due anni attraverso le sponsorizzazioni hanno finanziato e continueranno a finanziare la Lucchese: «Uno dei principali sostenitori ce lo ha confermato anche nell’ultimo incontro avuto all’inizio della settimana. – sostiene Ragghianti – La ristrutturazione degli impianti sportivi è il core business della legge sugli stadi. Tutto il resto è accessorio e complementare alla ristrutturazione del Porta Elisa. Certo è che servirebbero procedure in grado di accelerare il processo. E questi imput spettano al Governo che, in considerazione del post pandemia, deve agevolare in tutto e per tutto la ripresa e quindi sburocratizzare iter normativi complessi. Mi auguro che con Draghi si possa avere un cambio di passo. Infine vorrei sottolineare che, se invece di scegliere la legge sugli stadi, avessimo optato per il project financing i passaggi procedurali sarebbero stati più lunghi e complessi».

Assessore, ma la vogliamo dare una data certa per la convocazione della conferenza preliminare dei servizi?

«Lo ripeto di nuovo: il nuovo progetto è stato consegnato il 21 aprile dall’As Lucchese 1905 e dall’Aurora Immobiliare agli uffici comunali e dal giorno successivo la centrale unica di committenza ha iniziato con le verifiche formali di richiesta di documenti che sono ancora in corso. Appena saranno ultimate si procederà alla convocazione della conferenza preliminare dei servizi a cui parteciperanno trentotto enti in qualche modo interessati e coinvolti nel restauro dello stadio (tra le altre anche Gesam e Geal per gas e acqua). Parallelamente come giunta, oltre ad essere pronti per la convocazione della conferenza preliminare, stiamo formalizzando i gruppi di lavoro tecnico, giuridico ed economico che dovranno esaminare le questioni legate alla viabilità e ai parcheggi collegati con il Porta Elisa».

Quindi niente data certa? Ma ci vuole spiegare in cosa consistono queste verifiche formali?

«Si tratta di recepire da chi ha ideato il progetto documenti sulla regolarità contributiva e l’assenza di procedure coercitive da parte dell’autorità giudiziaria nei loro confronti. Verificare che non abbiamo problemi di natura legale a contrarre obbligazioni con le amministrazioni. Questioni marginali, ma che comportano ritardi indipendenti dalla nostra volontà. Purtroppo dopo la prima stesura inviata alla fine del 2020 sono state chieste dagli uffici una serie di integrazioni su alcuni punti che poi sarebbero stati essenziali in ambito della conferenza preliminare dei servizi. A quel punto era meglio ritirare tutto e ripresentarlo con le adeguate integrazioni in modo da non avere atti incoerenti tra loro e dover ricevere delle risposte negative durante la conferenza».

Ragghianti appare fiducioso di un evolversi rapido e favorevole della questione stadio che percorre una strada parallela a quella dei risultati sportivi. E sottolinea che, in caso di controlli andati a buon fine, la convocazione della conferenza preliminare dei servizi è un atto dovuto e anche la semplice omissione è una violazione di legge. Perché, e lo diciamo senza polemica, il rischio di immobilismo in taluni casi è anche conseguenza dell’eccessiva prudenza dei dirigenti delle pubbliche amministrazioni lungi dall’idea che l’equazione onori e oneri possa minimamente riguardarli. —

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