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Lucchese, servono 90 minuti da Pantera per cercare d’allontanare la retrocessione
Al Porta Elisa (ore 15) bisogna battere un Lecco rimaneggiatissimo e sperare in buone nuove dagli altri campi
Nicola Nucci
LUCCA. Il primo round sul ring della salvezza. Al Porta Elisa arriva un Lecco ridotto all’osso (cinque squalificati) e per la Lucchese c’è un solo risultato: la vittoria. Tre punti per continuare a sperare nella possibilità dei playout per restare in serie C. Sperando nei risultati favorevoli anche dalle rivali dirette in questa disperata corsa salvezza, dal Giana Erminio che affronta in trasferta la Pergolettese, dalla Pro Sesto in casa col Renate e dalla Pistoiese nel derby casalingo col Grosseto. Perché una vittoria rossonera potrebbe già essere ridimensionata da una combinazioni di risultati sfavorevoli dagli altri campi.
Un successo che manca dal 21 marzo, 1-0 contro la Pistoiese. Servirà un’altra Lucchese rispetto a quella apatica ed evanescente crollata a Carrara. E non devono ingannare le tante assenze nel Lecco senza Marzorati in difesa, il portiere Pissardo, i centrocampisti Jocolano e Capogna e l’attaccante Maestrelli. La formazione lombarda non farà sconti avendo anche la possibilità di posizionarsi più in alto e saltare il primo turno playoff.
Per cercare di arpionare i tre punti Di Stefano schiera una Lucchese a trazione anteriore rispolverando Marcheggiani, da giorni frenato da una pubalgia, al fianco di Bianchi. Un 4-4-2 con Cruciani e Meucci sulla mediana a fare da frangiflutti e impostare il gioco, Nannelli e Panati ad agire sulle fasce garantendo una maggiore spinta in fase offensiva. Petrovic invece andrà in panchina pronto ad entrare a partita iniziata mentre non sarà convocato Lionetti a causa di un piccolo problema fisico. In difesa torna Dumancic che prende il posto dello squalificato Benassi. A completare il reparto Pellegrini, Panariello e Maestrelli davanti al giovane portiere Pozzer.
Al di là dello schieramento tattico e degli interpreti è una questione di motivazioni. Una Lucchese che rischia di restare una delle pagine più brutte dal punto di vista sportivo in 115 anni di storia. Almeno uno scatto d’orgoglio è quello che si attendono i tifosi. Inutile girarci intorno, c’è solo da entrare in campo a testa bassa e vincere, con l’orecchio, anzi con le dita su smartphone e pc a vedere i risultati delle altre. Perché la Lucchese già oggi alle 17 potrebbe essere già sprofondata in serie D oppure rinviare tutto all’ultima giornata a Meda col Renate dell’ex diesse rossonero Antonio Obbedio.
Adesso la parola passa al campo. Le speranze sono poche ma è un dovere provarci. Poi, dopo un’analisi critica e un bagno di umiltà, si dovrà iniziare la ricostruzione e programmare il futuro. Con il vantaggio di una società che, pur avendo fatto degli errori, è composta da lucchesi e una gestione sana e oculata. Al momento è meglio non farsi illusioni sulla riammissione alla serie C. È presto per sapere quanti club potrebbero non essere iscritti e liberare posti utili per un “ripescaggio”.
Tra i criteri conterà anche la classifica finale. Un motivo in più per sfruttare al massimo gli ultimi 180 minuti e portare a casa due vittorie per salire a 34 punti. Poi sarà la matematica ad emettere il suo verdetto. —
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