Italia
Lopez amareggiato e deluso dall’esonero «Un punto a partita con questa squadra»
Dopo cinque anni arriva il nuovo benservito al tecnico romano per i dirigenti reo di non praticare un calcio offensivo
Luca Tronchetti
LUCCA. É lontano Giovanni Lopez. Nella sua casa romana. Nessuna voglia di parlare, tanta amarezza per un esonero a tre turni dal termine che oggettivamente non si aspettava. Perlomeno in questa settimana e in quel modo. Pronuncia una sola frase che ripete come un mantra. E che è analoga a quella di cinque anni orsono: «Io con questa squadra ho fatto un punto a partita. Ringrazio per l’affetto la città e auguro ai giocatori di riuscire nell’impresa di centrare i playout». Era tornato dall’allenamento quando martedì verso mezzogiorno è stato chiamato in sede. E lì, nel ventre dello stadio, il ds Daniele Deoma alla presenza del presidente Bruno Russo gli ha comunicato l’esonero.
IL PASSATO CHE RITORNA
20 febbraio 2016-13 aprile 2021. L’epitaffio di Giovanni Lopez e della sua storia d’amore con la Lucchese. Due date che coincidono ad altrettanti esoneri voluti entrambi dopo pareggi a reti bianche in un derby interno: Pistoiese (0-0) quello della Lucchese di Andrea Bacci, Livorno (0-0) quello della Lucchese di Russo, Santoro, Deoma e Vichi. I 27 punti ottenuti in 28 partite (frutto di 5 vittorie e 12 pareggi, 11 sconfitte) sono il massimo possibile da una squadra che, eccezion fatta per alcuni giovani (su tutti Bianchi e Nannelli) è oggettivamente povera per la categoria. Certo, ci sono le attenuanti: il Covid che ha lasciato strascichi per mesi, la miriade di infortuni (attualmente sono out sette giocatori più Nannelli squalificato per domenica) e qualche episodio non troppo fortunato. Ma se qualcuno credeva che il Livorno, perché ultima in classifica, non potesse rappresentare un ostacolo allora significa che non conosce la categoria. Basta vedere “fisicamente” le due squadre per rendersi conto della differenza di valori. Certo, Lopez di errori ne ha commessi. Il principale e forse decisivo è stato quello di non dimettersi a fine gennaio quando non è arrivato il centrocampista esperto che aspettava, ma solamente il giovane Zennaro, promettente quanto si vuole, ma ancora acerbo per poter prendere in mano una squadra. Vero, di soldi ce n’erano pochi. E il bilancio va sempre salvaguardato. E su questo diamo atto ai dirigenti. Ma invece di prendere tanti giovani (oltre all’ex Genoa i vari Dalla Bernardina, Petrovic, Dumancic, Galardi) forse era meglio concentrarsi su un esperto in mezzo al campo in grado di assistere uno come Bianchi destinato ad altri palcoscenici.
Ecco, il mister avrebbe dovuto prenderne atto e salutare la compagnia. La delusione maggiore è arrivata poi dagli over. Qualcuno non ha reso come ci si sarebbe aspettato (Benassi, Panariello e Caccetta che la stagione passato era stato fermo sette mesi) mentre per altri, che a conti fatti non rientravano nei piani (Cruciani e De Vito), non è stata trovata collocazione e comunque, domenica nel derby da dentro o fuori con la Carrarese, potranno dimostrare tutto il loro valore facendo ricredere il loro ex allenatore. Che poi Lopez fosse un maestro della difesa la società doveva saperlo sin dall’inizio. Se voleva uno “zemaniano” doveva scegliere un altro trainer. Si dirà: squadra sempre in difesa. Per forza, gli altri sono più forti a centrocampo. Questione di interpreti.
Strano destino quello di Francesco Monaco e Giovanni Lopez. Persone che alla luce dei riflettori e dei social preferiscono il lavoro sul campo e non curano i rapporti con la tifoseria. Entrambi “massacrati” dalla rete e dai leoni da tastiera. Ed entrambi esonerati alla vigilia di sfide con formazioni in difficoltà: la Juventus under 23 per Monaco (squadra con 8 elementi out per Covid, ma 24 ore prima del match la pandemia colpì pure i rossoneri e alla fine gli ospiti s’imposero 1-0), la Carrarese per Lopez (marmiferi in crisi nera che hanno cambiato tecnico dopo cinque sconfitte consecutive e zero gol fatti). In panchina ci sarà Oliviero Di Stefano non molto fortunato in questa stagione (tre sconfitte su tre gare come responsabile dopo il cambio di Monaco o per la squalifica di Lopez), ma pronto a Carrara, contro una sua ex squadra, ad invertire la tendenza con i preziosi consigli della commissione tecnica rossonera. Avremmo potuto comprendere l’esonero, come mossa della disperazione, dopo il ko a Gorgonzola. Adesso a 270 dalla fine ci sembra davvero una forzatura per cercare con una vittoria di nascondere gli errori di costruzione della squadra. —
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