Il Tirreno

Lucca

il ribaltone 

Lucchese, esonerato Lopez la panchina va a Di Stefano

Nicola Nucci
Lucchese, esonerato Lopez la panchina va a Di Stefano

Decisione a sorpresa della società per tentare di agganciare i playout

3 MINUTI DI LETTURA





Nicola Nucci

LUCCA. Sarà il campo a dire se la decisione della dirigenza rossonera è stata una mossa giusta. Fatto sta che Giovanni Lopez ieri mattina, dopo aver diretto l’allenamento, è stato richiamato in sede e sollevato dalla guida della Lucchese. Un avvicendamento tra l’allenatore romano e i suo vice Oliviero Di Stefano che avviene a tre giornate dal termine con i rossoneri penultimi in classifica e obbligati per accedere agli spareggi playout a fare almeno 7 punti tra Carrarese in trasferta, Lecco in casa e Renate fuori e sperando che nessuna squadra arrivi oltre quota 43. Altrimenti con una forbice superiore a 8 punti sarebbe comunque retrocessione in serie D.

Un divorzio a sorpresa, visto che non più tardi di fine gennaio pubblicamente il direttore generale Mario Santoro era entusiasta dell’allenatore e disponibile al rinnovo per la prossima stagione

Lopez paga per risultati negativi e un’inversione di rotta che non c’è stata (i rossoneri sarebbero ultimi senza la penalizzazione del Livorno), i troppi gol al passivo (56, la difesa più perforata del girone) fino al pareggio nello scontro diretto col Livorno e una squadra apparsa priva della grinta e carattere necessari per uscire dalle sabbie mobili.

A pagare per l’ultimo posto in classifica prima di lui era stato Francesco Monaco, esonerato lo scorso 24 ottobre dopo la quinta sconfitta consecutiva. Lopez, con la rivoluzione del mercato invernale, la sua esperienza e la conoscenza della piazza dove riuscito a portare i rossoneri nel 2017 fino ai quarti di finale playoff col Parma, era sembrato avere ripreso la giusta via, mettendo in fila sei risultati consecutivi, dalla vittoria col Piacenza al pari di Lecco. Poi il pesante 4-1 in casa col Novara e appena un punto in sei gare, dovendo anche fare i conti prima Covid e poi la lunga lista di infortuni, alcuni recuperati come Bianchi che con 13 gol ha tenuto a galla le speranze rossonere, i difensori Benassi e Dumancic e il mediano Sbrissa, altri ancora ko come il portiere Coletta, il difensore Papini, i centrocampisti Adamoli, Zennaro e Caccetta, l’attaccante Scalzi. La sensazione è che soprattutto la clamorosa sconfitta con la Giana (da 3-1 a 3-4) abbia minato la fiducia nel tecnico romano e una crisi acuita dai troppi pareggi e dalla rinunciataria prestazione col Livorno che avrebbe dovuto essere la svolta. Un pari servito solo a mantenere le distanze dal terz’ultimo posto dalla Pistoiese, obiettivo minimo per ambire ad una riammissione in C in caso di retrocessione. Il bilancio di Lopez è di 27 punti in 28 gare, una media di 0, 96 a partita.

È il secondo esonero dell’allenatore laziale in rossonero dopo quello clamoroso nel 2016, con la presidenza Bacci, dopo il pari interno con la Pistoiese. Il presidente Bruno Russo ha commentato la scelta di allontanare Lopez come «il dovere di provare a fare ogni tentativo per cercare di salvare una stagione complicata che rischia di essere fallimentare. Vogliamo togliere ogni alibi a tutti. Adesso dobbiamo solo pensare alla sfida di Carrara per provare in tutti i modi a raggiungere i play out e salvare il salvabile. Con la Carrarese dobbiamo vincere».

Toccherà dunque a Lulù Di Stefano, bandiera rossonera con 238 presenze che proprio a Lucca ha iniziato la carriera di allenatore, provare a traghettare la Lucchese agli spareggi salvezza. Tre partite alla fine per il gap di 11 punti da Pro Sesto e Giana Erminio. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera