Il presidio
Otto calciatori e un allenatore legati alle vittorie delle due città
Dossena, Pescini, Viani, Ribechini, De Poli, Casarotto, Salvi, Francesconi con mister Melani gli unici capaci di storiche promozioni con Lucchese e Livorno
Luca Tronchetti
LUCCA. Oltre cento, tra calciatori e allenatori, in altrettanti anni di rivalità calcistica tra Lucchese e Livorno hanno indossato entrambe le gloriose maglie rossonera e amaranto. Facce, nomi, appellativi, numeri, ruoli, casacche, che hanno fatto esultare, gioire, sognare, piangere, arrabbiarsi, sacramentare, generazioni di tifosi in attesa del rito laico, ormai sempre meno domenicale, della partita di calcio specialmente se si tratta di un derby, una sfida speciale che, in Toscana come altrove, coinvolge emotivamente non solo il popolo del tifo, ma anche l’intera comunità, la stessa città che nei giorni antecedenti o successivi vive con intensità l’evento. Difficile essere amati e soprattutto riuscire a vincere in periodo diversi con maglie differenti. Nella storia dei due club sono soltanto otto i calciatori che – indossando il rossonero della Pantera o l’amaranto della Triglia – hanno conquistato una promozione nella categoria superiore. I loro nomi? Guido Dossena, Ivo Pescini, Vinicio Simonetto Viani, Piero Luigi Ribechini, Fabrizio De Poli, Walter Casarotto, Gaetano Salvi e Alberto Francesconi.
Mentre tra i venti allenatori che hanno guidato in panchina la Lucchese e il Livorno, uno solo è riuscito nell’impresa di condurre alla vittoria entrambe le compagini: Renzo Melani, 80 anni compiuti il 25 marzo scorso, per tutti la Volpe di Fucecchio, uno dei tecnici più vincenti in C2 degli anni Ottanta, capace di portare in C1 gli amaranto (1983-84) senza mai perdere una partita e due stagioni più tardi (1985-86) di riportare in terza serie la Lucchese dopo lo smacco della retrocessione datata 1978-79 e vincere un campionato dopo 17 anni di digiuno.
ANTE GUERRA
Rimettendo indietro le lancette del tempo negli anni Trenta troviamo il poderoso centrocampista cremasco «Guidone» Dossena capace di portare in serie A il Livorno nella stagione 1932-33 e riuscendo a ripetersi con la Lucchese nell’annata calcistica 1935-36. Con lui, nello stesso periodo, il terzino santacrocese Ivo Pescini (32-33 promozione con il Livorno, 35-36 con la Lucchese) che perse la maglia azzurra per un grave infortunio. Sempre nel periodo ante bellico «Garone» Viani vinse la classifica cannonieri (36 gol in 35 partite ) in B con la Lucchese (1935-36), ma venne ceduto perché il tecnico Egro Erbstein lo «troppo individualista». Quattro anni dopo (1939-40) a suon di reti riportò il Livorno in A.
ANNI SESSANTA E OTTANTA
Per trovare altri calciatori protagonisti della doppia promozione occorre arrivare agli anni Sessanta dove il centropolmoni Piero Ribechini con la maglia della sua Lucchese conquistò la B nella stagione 1960-61 e venne ceduto al Livorno riportando i labronici in B nell’annata 1963-64. Negli anni Ottanta il centrocampista Fabrizio De Poli e il mastino della difesa Walter Casarotto trionfano con il Livorno (stagione 1983-84) riportando il club in C1 e due stagioni dopo si ripetono con la Lucchese con De Poli che si trasforma in libero per volere di Melani. Ultimo in ordine di tempo è Francesconi, la versione toscana dell’inglese Stanley Matthews che giocò sino a 54 anni. Lo «Sparviero» di Lucca si è fermato 10 anni prima vincendo il campionato di Eccellenza con l’Fc Lucca nel 2011-12 (la Lucchese di quel periodo storico) dopo che 20 anni prima (1991-92) aveva riportato il Livorno nella A dei dilettanti. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
