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Lucca

IL DERBY DELLA PAURA 

Il doppio ex Brondi: «Stavolta una vittoria potrebbe non servire a Lucchese e Livorno»

L’ex ala che ha indossato le casacche rossonere e amaranto teme che la forbice di oltre otto punti impedisca i playout

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LUCCA. «Dispiace che sia un derby in tono minore, tra due società che hanno scritte pagine importanti del calcio toscano e nazionale anche se in epoche diverse».

Il ritratto è di Stefano Brondi, 60 anni, ex centrocampista estroso e dai piedi buoni, livornese doc e legato alla città labronica per essere cresciuto nelle giovanili e poi allenato l'Armando Picchi, seconda squadra della sua città, e dal 2014 tecnico delle minori del Livorno, oggi dei Giovanissimi nazionali. Ex anche della Lucchese dove è approdato a 21 anni nel 1982 in C2, dopo Sampdoria e Bologna, per tornare nell'autunno 1989 dove gioca la sua ultima annata fra i professionisti in C1.

«Una sfida fratricida per una salvezza disperata: due club che a livello societario hanno avuto una navigazione agitata negli ultimi anni. Sono altri scenari rispetto a quelli di Egiziano Maestrelli da una parte e Aldo Spinelli dall’altra. Quel calcio oggi purtroppo non c’è più».

Brondi scende in campo e disegna la partita del Porta Elisa. «Ci sono ancora quattro gare e 12 punti a disposizione, ma è realisticamente un’impresa difficile. Il Livorno è ultimo con 24 punti, la Lucchese penultima a 27, ma è soprattutto la forbice superiore agli otto punti dal quintultimo posto da evitare che rende la salvezza un ostacolo quasi insormontabile. Mi auguro di sbagliare, ma questa sfida potrebbe essere inutile se il distacco resterà quello odierno. Chi ha 2-3 punti in più ha un vantaggio che può mettere fuori gioco le inseguitrici. Il Livorno ha una classifica peggiore, ma dal punto di vista psicologico è avvantaggiato grazie alle due vittorie consecutive da spacciato è tornato a giocarsela. La Lucchese ha perso troppi punti, ma non molla e può contare sui gol di Bianchi. In campo ci sarà una grande tensione emotiva: sono gare delicate dove alle prime difficoltà senza una solidità mentale si può perdere la bussola. Vincerà chi saprà parare il colpo e mettere l’avversario nell’angolo».

Una metafora pugilistica familiare in casa Brondi con il padre campione europeo di pugilato nel 1965. «Alleno una formazione del Livorno, ma sulla panchina rossonera come vice di Lopez c’è Lulù Di Stefano che ha allenato la formazione Under 16 amaranto. Purtroppo ci saranno delle retrocessioni pesanti e per il calcio toscano sarà un duro colpo». Da tecnico giovanili Brondi guarda agli under in campo. «Nella Lucchese parlano bene di Nannelli che era alla Fiorentina, un esterno molto interessante, e Bianchi che non conosco, ma per lui parlano i numeri. Nelle file del Livorno scommetto su Nunziatini, classe 2003, un centrocampista versatile che può fare anche il difensore centrale per la sua struttura fisica».

Infine una curiosità: nessun legame di parentela con Sauro, Oreste e Rodolfo Brondi, tutti ex Livorno e Lucchese tra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta. «Sauro è stato direttivo sportivo quando ero all'Armando Picchi in serie D». Una carriera da allenatore una volta appese la scarpe al chiodo quella di Stefano Brondi che è iniziata come vice di Gianfranco Bellotto alla Pistoiese. «Enrico Catuzzi e Aldo Agroppi sono i miei riferimenti: la mia filosofia è insegnare a dominare la palla ed avere la giusta personalità per giocare nel calcio di oggi».

LA STATISTICA

Sarà il derby della paura. Una sfida in toni dimessi tra due squadre che cercano di evitare l’ultimo posto e che rischiano entrambe di rivedersi la prossima stagione nei dilettanti della serie D. Un derby oltretutto giocato senza pubblico e senza coreografie. Un derby malinconico, quasi crepuscolare. Guardando la tradizione tra le antiche Mura i numeri sono dalla parte della Lucchese che sul suo terreno ha vinto il derby 11 volte pareggiandolo 14.

Soltanto otto sono le sconfitte, ma la metà risalgono a prima della Seconda Guerra mondiale. Non solo. I rossoneri non perdono al Porta Elisa dall’ottobre 1976, campionato di serie C a tre gironi: autogol di capitan Andrea Cisco.

Da quel momento – e sono passati più di 40 anni – quattro vittorie per i padroni di casa e cinque pareggi. Le ultime tre sfide – quella della Primavera del 2002, quel del febbraio 2017 e quella che risale al gennaio 2018 – sono finite in parità. Certo è che per vedere una vittoria rossonera contro gli amaranto bisogna andare indietro nel tempo di vent’anni. Era il 22 aprile del 2001 e i rossoneri guidati da Maurizio Viscidi s’imposero per 1-0 con rete dell’attaccante bulgaro Zhabov. Che fosse la volta buona? —

Luca Tronchetti

Nicola Nucci

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