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PALLAVOLO FEMMINILE 

Benedetta Carani, la centrale che sogna di emulare la Piccinini

Eva Bertolacci
Benedetta Carani, la centrale che sogna di emulare la Piccinini

La diciottenne della Nottolini chiusa dalle esperte Magnelli e Mutti è sempre pronta a dare il suo apporto alla squadra Ha praticato anche atletica leggera

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Eva Bertolacci

CAPANNORI. «Giocare titolare? Con quei due mostri davanti non è mica facile...». Ci scherza su Benedetta Catani, giovane centrale classe 2002 in forza alla Toscanagarden Nottolini Capannori, “riservista” pronta a dare sempre il suo contributo dai nove metri quando viene chiamata in causa. I due “mostri” in questione sono Arianna Magnelli ed Erika Mutti, due colonne portanti della squadra, presenze stabili nello starting six di Capponi. «Hanno tantissima grinta e non mollano mai – continua Benedetta - è un piacere guardarle giocare, sia in partita che negli allenamenti, sono la mia fonte di ispirazione». Parole sagge, pure troppo per una ventenne che serve la squadra con le sue battute, entrando sempre in tutte le partite. Il motivo? Un servizio flottante in cui la giocatrice riesce a imprimere sempre tanta forza, disorientando le avversarie. La carriera pallavolistica di Benedetta comincia tanti anni fa, ma non è stato il suo primo amore sportivo della sua vita: «Ho fatto basket, ballo e atletica, perché era lo sport praticato da mia mamma. Ma poi una volta conosciuto il volley non ho più smesso. Prima a Monsummano, poi al Progetto Bottegone dove sono rimasta per nove anni. La mia soddisfazione più grande è stata far parte nel 2016 della Selezione provinciale, ma non posso scordare la partecipazione a un torneo internazionale in Austria tre anni fa con la squadra di coach Caprara. Il mio idolo? In assoluto Francesca Piccinini».

L’allenatore a cui è legata?

«Devo ovviamente molto a coach Stefano Capponi, che ho avuto l’anno scorso in D e quest’anno mi ha fatto debuttare in B1, ma ricordo con piacere anche Jessica Fornaini del Progetto Bottegone».

La centrale originaria di Bottegone (Pistoia) è all’ultimo anno del Socio Sanitario all’Einaudi di Pistoia. Babbo cameriere, mamma libero professionista, il tempo libero cerca di impiegarlo in ciò che ama di più: «Mi piace uscire con gli amici, cosa che in questo periodo è veramente difficile. Non guardo tantissimo la tv, se non i telegiornali per tenermi informata della situazione attuale. Ma non mi nego qualche bella serie su Netflix ogni tanto. I viaggi? I miei nonni sono originari di Cagliari, quindi quando posso vado in Sardegna, terra che adoro».

Pregi e difetti del suo carattere. «Non mollo mai, sono sempre allegra, sempre col sorriso sulle labbra, in compenso mi arrabbio facilmente».

Anche in campo?

«Soprattutto in campo! Con gli arbitri, con le avversarie che mi urlano contro, diciamo che trovo la mia tranquillità quando tocco la palla».

E se la palla disgraziatamente esce...«Lì sì che divento matta! Prima di ogni partita ho un’ansia incredibile, anche perché quest’anno è una categoria impegnativa in cui posso imparare molto». —

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