Lucchese, una rivoluzione in vista nella sfida decisiva con il Piacenza
Adamoli rischia lo stop, Biggeri ha deluso, alcuni centrali finiranno in panchina Ora la speranza è di recuperare il bomber Bianchi per tentare l’impresa
Nicola Nucci
LUCCA. Salvare l’onore e la dignità. La pesante sconfitta di Alessandria, ma soprattutto i sorprendenti risultati di Piacenza (tre vittorie nelle ultime quattro partite), Pergolettese (dodici giocatori disponibili causa pandemia e due vittorie di fila) e Giana Erminio (quattro successivi consecutivi, roba da Real Madrid) hanno ridotto al lumicino le speranze di salvezza di una squadra che prima della classifica delude per l’atteggiamento sul campo, senza cuore, grinta e personalità.
Una Lucchese, numeri alla mano, tra le peggiori di tutti i tempi. Che ha quasi finito tutti i jolly per provare a restare aggrappata alla serie C.
Inutile girarci intorno, la serie D è sempre più vicina e per tentare un’impresa prodigiosa e acciuffare almeno i playout è obbligatorio fare quattro punti nelle prossime due gare contro Piacenza e Livorno. In attesa di vedere cosa farà la Pistoiese che deve recuperare due gare (domani con l’Olbia) nel tentativo di superare gli arancioni al terz’ultimo posto. Perché se i rossoneri restano penultimi l’attuale distacco dalla quint’ultima oggi è abissale: - 13 Piacenza, -12 dalla Pro Sesto e -11 dalla Giana con i biancorossi emiliani prossimo avversario nell’anticipo di Pasqua. Una Lucchese con una difesa colabrodo, 55 gol incassati (peggio in C hanno fatto solo Matelica e Arezzo con 56). Una fragilità difensiva che rappresenta il problema della squadra oltre ad essere incapace di gestire un vantaggio.
Senza personalità. Al Moccagatta la gara si era incanalata bene ma il vantaggio rossonero è durato come un ghiacciolo nel deserto. Una formazione che si sgretola sotto l’aspetto mentale. Era già accaduto altre volte, troppe in questo campionato a dimostrazione di un problema strutturale oltre ai limiti tecnici di una rosa infarcita di giocatori inesperti e l’assenza di un leader con alcuni elementi ormai sul viale del tramonto. Si parte dalla gara con il Como, gol di Scalzi al 9’ e pareggio comasco al 13’. A Livorno gol di Bianchi e pari labronico. In casa della Juve B, alla rete del goleador rossonero la risposta bianconera (1-1). Sul campo del Giana Erminio addirittura un doppio vantaggio vanificato dalla rimonta lombarda. Solo quattro partite concluse senza prendere gol.
Il notiziario. Adamoli e Panati sono usciti malconci dalla gara di Alessandria. L’esterno di scuola Empoli rischia lo stop, mentre il centrocampsta ex Carrarese dovrebbe recuperare. Sotto osservazione le condizioni di Bianchi, 12 reti, che dovrebbe farcela per la sfida del Garilli. E poi c’è da fare un discorso a parte per i centrali difensivi: Panariello, Benassi e Dumancic – chi per un motivo, chi per un altro – sono apparsi disarmati contro un attacco importante come quello grigio. Il ritorno di Pellegrini alla sua abituale posizione e l’inserimento di un giovane (Solcia o Dalla Bernardina) appare necessario. A dare meno sicurezza è anche il portiere Biggeri, non irreprensibile sulla punizione di Bruccini e sul quarto gol di Parodi, e non è da escludere un avvicendamento con il giovane Pozzer. Anche se la sensazione è che Lopez punterà ancora su un portiere più esperto per una gara davvero da dentro o fuori. A Piacenza è l’ultimo stadio. —
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