Il Tirreno

Lucca

Lucchese, la D è dietro l’angolo Alessandria poker in 20 minuti

Luca Tronchetti

Rossoneri subito in vantaggio su rigore, ma i soliti errori consentono ai grigi di ribaltare la sfida. Adesso serve un miracolo

4 MINUTI DI LETTURA





Luca Tronchetti

Scacco matto. La sconfitta della Lucchese – che era prevedibile anche se non in queste dimensioni – e le concomitanti vittorie della Lega lombarda composta da Pergolettese, Piacenza e Giana (i biancazzurri hanno conquistato 12 punti in quattro partite) certificano di fatto la caduta in serie D che adesso nega solo la matematica. Ed è probabile – per come stanno andando le cose e visti i distacchi largamente superiori agli otto punti necessari per disputare i playout – che a scendere nell’inferno dei dilettanti siano tre club toscani: Livorno (21 punti), Lucchese (26) e Pistoiese (27, con due gare da recuperare).

Inutile girarci intorno. Ai rossoneri serve un miracolo. Visto in ottica pasquale, una Resurrezione. Perché sabato al “Garilli” non basterà un pareggio per uscire dalle secche di una classifica disarmante. La Lucchese e il suo tecnico Giovanni Lopez stanno avviandosi verso il Golgota con alle spalle la croce della retrocessione per errori a catena commessi a monte da una dirigenza inesperta e con scarsa conoscenza della categoria. Il mercato degli over è stato un disastro, quello degli under ha mostrato un talento puro come Bianchi e qualche elemento destinato a crescere (Nannelli, Panati, in parte Adamoli e prima dell’infortunio Papini). A guardar bene poca cosa se aspiri alla salvezza tra i professionisti. Adesso c’è una sola speranza: il ripescaggio. Ed è bene sgombrare il campo da equivoci che s’ingenerano tra chi non conosce le carte federali. In base all’articolo 49 delle Noif, qualora – a compensazione dell’organico federale a 60 squadre (oggi sono 59 per l’esclusione del Trapani e la Sambenedettese, se non trova acquirenti che ripianano i debiti, è destinata al fallimento e quindi all’addio alla Lega Pro) – la Lucchese venisse riammessa in sostituzione di altro club non dovrebbe tirar fuori un euro. Solo i soldi necessari per l’iscrizione e la fideiussione come tutte le altre formazioni di C. Dipenderà quindi da quante squadre chiuderanno i battenti nella prossima stagione. É triste dirlo, ma questa oggi pare l’unica possibilità per salvare la categoria.

L’Alessandria, la formazione più forte del campionato e che con il Como si giocherà la B, è apparsa di un altro pianeta. Per carità, non era questa la partita da vincere. Vista anche l’assenza del vice bomber del campionato Bianchi, capace di realizzare poco meno di un terzo dei gol (33, uno a partita) messi a segno in questa disgraziata stagione, condizionata dal Covid e dalla miriade di infortuni (troppi quelli muscolari). Ma c’è modo e modo di perdere. Perché per larghi i rossoneri – nonostante le urla disumane di mister Lopez nel tentativo di svegliare giocatori in stato soporifero – sono stati in balia di un avversario senza nemmeno usare l’arma della “garra” e del fallo sistematico, specie quando, a sorpresa, sono passati in vantaggio. Perché dopo 6’ il buon Nannelli, lanciato da Sbrissa, si invola in area e costringe al fallo da rigore l’attento Pisseri. Un portiere talmente bravo da intuire e respinge il penalty del “pennellone” croato Petrovic, ma non a tal punto da impedire al panzer di riprendere la respinta e di testa infilare in rete subendo anche un fallo che lo costringerà ad uscire anzitempo.

Ma se non riesci ad approfittare della buonasorte allora non c’è nulla da fare. Perché la Lucchese agevola la rimonta dei grigi. Dapprima uno spaesato e acerbo Lo Curto consente ai padroni di casa un comodo contropiede che Arrighini conclude con un diagonale imprendibile e poi l’ex Bruccini, che in questa stagione non aveva mai segnato, realizza il gol che ribalta la gara dopo appena un quarto d’ora su punizione con la sfera che s’infila sul palo coperto da Biggeri. A quel punto il crollo è verticale. E dopo venti minuti sono quattro i gol al passivo con la formazione dell’ex Longo gioca al gatto con il topo che segna con uno scatenato Arrighini e con Parodi. Nella ripresa il gol iniziale di Marcheggiani, sul nuovo rigore concesso per un fallo in area su Adamoli, riaccende la fiammella della speranza. Ma è un amen. Perché lo stopper Prestia sette minuti dopo trova il quinto gol ed Eusepi fallisce due volte il punteggio tennistico. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web