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Lucchese, Meucci suona la carica ai compagni «Sei finali per conquistare l’accesso ai playout»
Contro l’Alessandria possibile staffetta Petrovic-Marcheggiani con Dumancic pronto a tornare in campo dopo due mesi
LUCCA. Quando la classe operaia magari non va in Paradiso, ma si conquista un posto da titolare. Con il sacrificio e la forza di non mollare.
Matteo Meucci, classe 1983, sembrava destinato in partenza ad essere un ricalzo importante, un’alternativa a centrocampo dove invece è diventato un punto fermo, saltando quattro gare, tre volte in panchina e squalificato al ritorno con la Pergolettese.
«Avrei preferito giocare meno e avere più punti» dice il centrocampista di Carrara, tra i protagonisti della promozione dalla D alla C.
«Dobbiamo provarci fino alla fine: la vittoria con la Pistoiese ha dimostato che siamo vivi e ha permesso di ridurre il gap dalla stessa concorrente per la salvezza. Peccato per la sconfitta con la Giana Erminio, ma non era facile ripartire dopo quel clamoroso ko. All’inizio temevano fosse una gara stregata anche con la Pistoiese, tra pali e traverse, poi Bianchi ha sbloccato la partita e in superiorità numerica siamo stati bravi a gestire e portare a casa tre punti di vitale importanza». A Gorgonzola la prima quanto inutile doppietta dell’instancabile mediano rossonero, uno spirito battagliero da esempio anche per i giovani. «Meglio non pensarci più, non so dare spiegazione a questi blackout che hanno condizionato troppe gare. É vero, non siamo dei fenomeni. Ma neppure delle schiappe e siamo i primi ad essere delusi di prestazioni sottotono».
Adesso inizia lo sprint salvezza. Sei giornate, 18 punti e la volata finale. Si riparte dal Moccagatta di Alessandria.
«Una sfida tosta contro una delle formazioni più forti e accreditate del girone. Soprattutto per le loro qualità individuali come abbiamo visto all’andata. Servirà una gara di grande concentrazione, attenzione e determinazione con l’obiettivo di portare via un risultato per non vanificare il successo con la Pistoiese e soprattutto per darci la spinta e il morale in vista di due gare decisive con Piacenza e Livorno che sono scontri diretti che potrebbero farci risalire in classifica. L’ultimo posto sembra essere allontanato, ma dobbiamo pensare a noi stessi e fare il massimo per ridurre il distacco dal quint’ultimo e dipenderà molto anche dai risultati dei recuperi di ogni formazione impegnata nella salvezza sperando in qualche risultato favorevole.
«Non c’è bisogno di dirlo – conclude il saggio Meucci – ma promettiamo di provarci fino all’ultimo respiro, perché nessuno vuole retrocedere, sarebbe un fallimento prima di tutto della squadra che scende in campo».
E sul campo mister Lopez inizia a disegnare la squadra che domenica prossima affronterà l'Alessandria allo stadio Moccagatta. In attacco si profila un ballottaggio tra Petrovic e Marcheggiani. A centrocampo c'è da capire se partirà titolare proprio Meucci che è diffidato e potrebbe essere preservato per lo scontro diretto di Piacenza. Un'ipotesi è Lionetti che ha riassaggiato il terreno di gioco con la Pistoiese. In difesa c'è l'opzione Dumancic ma il terzetto titolare sarà ancora formato da Benassi, Panariello e Pellegrini favorito su Dalla Bernardina. Ancora out Papini, Coletta, Cacetta, Zennaro e Cruciani.
Intanto da Alessandria si respira un’area d’alta quota. Per la prima volta dall’inizio della stagione i grigi sono a tre punti dal primato. D’accordo, il Como deve recuperare una gara ad Olbia. Ma dopo le ultime due sconfitte consecutive (AlbinoLeffe e Piacenza) la formazione di Giacomo Gattuso inizia a sentire il fiato sul collo degli avversari.
Certo è che la cura Moreno Longo, ex calciatore della Lucchese in serie B, inizia a fare effetto. La squadra – passata al 4-4-2 – pare più quadrata e compatta e ruota intorno al centrale difensivo Di Gennaro, al centrocampista di regia Gazzi e al tandem offensivo Eusepi-Arrighini con il fantasista Corazza pronto ad entrare a partita in corso. Certo, i punti persi per strada dalla corazzata grigia sono tanti e tali che senza sconfitte incredibili come quelle rimediate con Grosseto, Pistoiese e Novara piuttosto che a Lecco o con AlbinoLeffe e Pergolettese ora l’Alessandria avrebbe avuto un piede in serie B.
Con il suo avvento Moreno Longo ha cambiato la mentalità della squadra. Chi gioca va in campo con la massima determinazione. Altrimenti sa bene che uscirà subito per far posto ad altri interpreti visto che la rosa è ampia e ben distribuita. Ne sa qualcosa Giorno che contro il Renate, entrato in campo da subentrato, si fece sfuggire un calciatore rischiando di provocare il gol degli ospiti. La sua partita durò dieci minuti perché il tecnico lo tolse immediatamente spiegando poi nell’intervista del dopo partita che la sostituzione non era legata tanto all’errore, ma all’atteggiamento del calciatore che era entrato in campo con supponenza e dopo lo svarione non aveva chiesto scusa ai compagni di squadra. Per l’Alessandria, mister Longo che è convinto di creare un ciclo con la compagine di patron Di Masi, ha rinunciato a guidare il Torino. Dopo l’esonero di Giampaolo il presidente Urbano Cairo aveva pensato a lui. Ma non avendogli fornito la garanzia di una conferma in caso di salvezza il trainer di Grugliasco aveva declinato l’offerta in cerca di un progetto serio e duraturo. Progetto che ritiene di aver trovato nella compagine piemontese. Qualcuno gli ricorda l’impresa della Cremonese nel 2017 che rosicchiò 12 punti proprio all’Alessandria. E il destino potrebbe cambiare direzione e spirare proprio a favore dell’Orso grigio. In fondo a sei turni dal termine i punti da recuperare sono tre. Longo però fa spallucce e pensa a giocare la partita contro la Lucchese come se fosse una finale. —
Luca Tronchetti
Nicola Nucci
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