Il Tirreno

Lucca

Lucchese a un passo dal baratro Giana la ribalta e la spinge in D

Luca Tronchetti

A 25 minuti dal termine e con il doppio vantaggio i rossoneri subiscono la rimonta grazie ai gol delle riserve dei lombardi

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Luca Tronchetti

Una sconfitta incredibile che ha il sapore della resa incondizionata. Perché se a 25 minuti dal termine vinci in trasferta con due gol di scarto, poi ti fai rimontare e nei minuti di recupero finisci per perdere il match, allora vuol dire che il tuo destino è segnato e ci vuole un miracolo per mantenere la categoria. Inutile girarci attorno: se contro la terz’ultima in classifica, la Giana Erminio – formazione modesta anche se decisamente più esperta e con una panchina più lunga e importante – non riesci a fare punti, difficilmente riuscirai a farne con le altre. E con Piacenza e Olbia, che viaggiano con il vento in poppa, il penultimo posto equivale all’ultimo del Livorno perché la forbice degli otto punti verrà superata e cancellerà lo spareggio salvezza. Anche un punto, ferma restando la vittoria nel derby con la Pistoiese, avrebbe tenuto viva la fiammella della speranza. Perché la Giana (pur con una partita da recuperare con la Pro Sesto) sarebbe rimasta con due punti di vantaggio e c’era ancora la possibilità di scavalcarla in classifica. Invece al secondo minuto di recupero con una punizione a tuo favore riesci a prendere un gol in contropiede. Pazzesco. E adesso, che diventano sei i punti di ritardo dalla formazione di Gorgonzola a sette giornate dalla fine (perché a parità di punteggio i biancazzurri hanno il vantaggio di aver vinto entrambe le partite) il sorpasso diventa una chimera.

E questa sedicesima sconfitta stagionale certifica, se ce ne fosse bisogno, il fallimento sportivo. Cinquanta gol subiti in trentuno partite sono un dato sufficiente. Squadra senza personalità e senza attributi. Con elementi esperti o a fine corsa o di categoria inferiore e giovani ancora troppo acerbi (a parte Bianchi) per poter prendere in mano la squadra in un campionato come la C reso più difficile dal Covid e da tutte le implicazione che ne conseguono non ultimi gli infortuni a catena: Bitep, Coletta, Caccetta, Papini, Dumancic, Sbrissa, Marcheggiani e nella sfida con il club della Martesana anche Scalzi (clavicola) e Zennaro (stiramento). Con Pro Sesto e Giana la Lucchese doveva conquistare quattro punti. Invece è ferma a quota 23. Con gli errori che si ripetono ogni volta uguali a quelli precedenti. A Monaco veniva rimproverato di non farsi sentire in partita, Lopez si sgola ogni volta come se fosse al Festival di Sanremo. Ma questi interpreti non paiono proprio essere all’altezza.

Nella partita della storica doppietta di Meucci, la Lucchese dimostra, per oltre un tempo, di poter portare a casa l’intera posta. Va in vantaggio al 37’ con una fucilata da 25 metri del capitano a cui replica con la stessa moneta, l’esterno Zugaro. Ma appena si riprende a giocare una zampata del barbuto centrocampista rossonero e un contropiede micidiale del solito Bianchi (11 gol) paiono certificare il ritorno alla vittoria. Paiono, appunto. Perché mister Brevi azzecca (lui che li ha) tutti i cambi. Dentro Ruocco che di testa in tuffo accorcia le distanze, Perna che s’incunea tra le statuine del presepe rossonero e pareggia i conti, e dulcis in fundo D’Ausilio che in contropiede resiste alla carica di Panati entra in area e trafigge per la quarta volta Biggeri. Lucchese game over. Visti i precedenti (5 sconfitte su 6 partite) il Gorgonzola è davvero indigesto. —

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