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Lucca

CALCIO ECCELLENZA: La RIPRESA DEL CAMPIONATO 

Castelnuovo e Tau vogliono giocare Per il River Pieve è meglio fermarsi

Michele Citarella
Castelnuovo e Tau vogliono giocare Per il River Pieve è meglio fermarsi

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Michele Citarella

LUCCA. C’è chi vuole ripartire e chi preferisce restare fermo. Le tre società della Lucchesia, impegnate al momento nel campionato di Eccellenza, hanno tre sfumature diverse in merito alle eventuali scelte della ripartenza. Un solo concetto accomuna i tre direttori sportivi: la sicurezza. È l’aspetto principale e deve viaggiare parallelamente ad un’accurata valutazione dei costi a carico delle società, che difficilmente possono accollarsi eventuali spese di tamponi settimanali e costi di igienizzazione. L’idea del Castelnuovo, esternata nelle parole di Simone Vanni è quella di ripartire. «È presto per poter comunicare la posizione definitiva della società, ma se ci sono le condizioni, puntiamo alla ripartenza». Il pensiero dei gialloblu si fonda sia sulla storia del club sia sull’attualità: «Per il blasone del Castelnuovo, per i suoi trascorsi nei professionisti e per quello che pensiamo rappresenti per la nostra comunità il ritorno a giocare, siamo dell’idea di ripartire. La squadra si sta già allenando da mesi due volte a settimana. Una seduta di allenamento viene effettuata attraverso una connessione tramite piattaforma, un altro allenamento è invece fatto in presenza, nel pieno rispetto dei protocolli della LND, del rispetto delle distanze e dell’igienizzazione degli ambienti».

Desideri dei dirigenti a parte, ci sono però tanti aspetti da chiarire: «Quale sarà il protocollo? Quello della serie D sta funzionando, riuscendo a portare avanti il campionato. Quali saranno i costi a carico delle singole società? Auspichiamo che al termine delle riunioni con i club che verranno effettuati in webinair, per noi club sia tutto più chiaro». Concetto simile per il direttore sportivo del Tau Calcio: «Attendiamo di conoscere il protocollo, che poi proporremo ai ragazzi. Per noi giocare è l’obiettivo, sperando con l’occasione di valorizzare ragazzi e tenere vivo l’ambiente. Attendiamo di conoscere i costi e il protocollo, che necessariamente andrà ad influire sulla quotidianità dei ragazzi e, aggiungo, anche dei dirigenti al seguito della squadra».

Maurizio Dal Porto si concentra sui ragazzi: «D’estate qualcuno potrebbe essere impegnato in qualche lavoro mentre a giugno saranno concentrati sugli esami universitari o di maturità e non vorranno effettuare giorni di quarantena. La volontà di ripartire c’è, ma tanti sono gli aspetti da chiarire. E non c'è molto tempo».

Diverso il concetto espresso dal ds del River Pieve, Antonio Nelli: «Ascolteremo quali saranno i programmi e le proposte della federazione, ma se ci fosse la possibilità di fermarsi e di ripartire il prossimo anno senza subire penalità o retrocessioni o estromissioni dal prossimo campionato, noi preferiamo restare fermi. Non è calcio senza pubblico, non è calcio senza potersi abbracciare, non è calcio per un dirigente essere al seguito della squadra con il rischio di essere contagiato. Altro motivo che ci porta a star sereni anche stando fermi è quello relativo ai rimborsi: i nostri calciatori non vivono di calcio e preferiranno concentrarsi sul lavoro o sugli studi». Nelli chiude parlando dei costi di eventuali tamponi: «Siamo un club che fonda le proprie risorse sulla sagra e qualche piccola sponsorizzazione: per noi ripartire senza certezze è dura». —

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