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Maraia e i ricordi del passato «Perduto l’accesso ai playoff dopo un ko con i rossoneri»
Il tecnico dei granata non si fida della posizione di classifica degli avversari: «Squadra viva che ha messo in grave difficoltà corazzate come la Pro Vercelli»
Luca Tronchetti
LUCCA. Pontedera salvo a dieci giornate dalla fine del campionato. Un altro piccolo miracolo del club granata che da nove anni a questa parte non ha mai dovuto fare i conti con i playout. Un risultato che premia il lavoro di mister Ivan Maraia al quarto anno sulla panchina del Pontedera. «Sono orgoglioso di questi ragazzi che hanno meritato di raggiungere l’obiettivo prefissato ad inizio anno con così largo anticipo. Tuttavia, come si suol dire, l’appetito vien mangiando e adesso vogliono provare ad alzare l’asticella e conquistare un posto utile per disputare la post season. Ma per mantenere almeno il decimo posto dobbiamo alzare l’asticella e quindi il ritmo e le prestazioni in campo. E di questo i ragazzi ne sono consapevoli».
Da due stagioni il Pontedera non raggiunge gli spareggi promozione: l’anno scorso per scelta della società che si portò dietro un vespaio di polemiche mentre due anni orsono il traguardo sfumò sul filo di lana proprio al Porta Elisa con quella sconfitta per 1-0 che consentì ai rossoneri di disputare i playout poi vinti, ma risultati inutili a causa del fallimento del club. «A 180 dal termine avevamo sei punti sulla decima in classifica. Noi perdemmo le due partite e l’avversaria, che aveva scontri diretti a favore, le vinse e di fatto ci superò. Ecco, sulla scorta di quella esperienza dico che non possiamo cullarci sugli allori della salvezza conquistata. E sin dalla gara odierna, che reputo tra le più complicate, dobbiamo disputare una partita perfetta se vogliamo uscire indenni da un campo per noi particolarmente insidioso. Oltretutto con la Lucchese noi soffriamo sempre. Guardate quanto è accaduto all’andata. Abbiamo battuto 26 calci d’angolo e i tre punti gli hanno portati a casa loro con il gol che ci siamo fatti da soli ».
Prima di parlare del derby, Maraia rivolge un pensiero a mister Giovanni Lopez: «Ho saputo del grave lutto che lo ha colpito in settimana con la perdita della madre dopo che un mese fa aveva perduto il babbo. Sono molto addolorato e prima del fischio d’inizio gli farò personalmente le condoglianze perché una botta del genere in pochissimo tempo ti segna dentro. Siamo avversari in campo, ma uomini fuori. E la rivalità si ferma al rettangolo verde poi la correttezza deve prevalere e Lopez è persona seria che merita il massimo rispetto».
A distanza di quasi quattro mesi com’è cambiata la Lucchese?
«L’ho vista in streaming. Al di là della classifica è una squadra viva. Altrimenti non avrebbe messo in difficoltà corazzate come la Pro Vercelli o il Renate. Credo che i rossoneri siano la formazione che più di ogni altra abbia subito gli effetti devastanti del Covid. Lo dimostrano gli infortuni a cui sono soggetti i suoi calciatori. Io vedo una squadra che sa stare in campo con un giovane come Bianchi che reputo un crac per la categoria per il modo di stare in campo. Oggi sarà una battaglia. Stanco di allenare una squadra piena di giovani? Guardi, a Pontedera sto bene e dormo tra due guanciali con un dg come Giovannini che ogni anno prende ragazzi di qualità che rivedremo in A o B come Milani e Matteucci. Se arrivasse un offerta da una formazione di prima fascia potrei anche essere tentato a fare un’esperienza altrove. Ma sto con i piedi per terra: Pontedera è una piazza ideale». —
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