Il presidio
Miccoli, dal calcio al volley «Cambiano regole e rete, ma la passione è identica»
L’ex attaccante nei campionati di Lucca e della Garfagnana da alcuni anni è direttore sportivo della Nottolini Capannori «Scelta che rifarei mille volte»
Eva Bertolacci
CAPANNORI. Dal gonfiare le reti a suon di gol a scovare talenti sotto rete. La vita sportiva di Oronzo Miccoli, direttore sportivo della Toscanagarden Nottolini Capannori ha avuto tante svolte, ma la strada che sta percorrendo ora porta a un amore sempre crescente per la pallavolo, una meta che l’ex bomber pugliese ormai considera a pieno titolo casa sua e approdo finale: «Mai avrei pensato di innamorarmi così di uno sport, provenendo oltretutto dal mondo del calcio. La mia vita mutò dopo il percorso con le giovanili del Lecce, dalla Primavera mi scartarono per il salto in prima squadra e la delusione fu davvero grande. Cambiai vita, abbandonai la scuola, feci il concorso per diventare paracadutista e finii alla Smipar di Pisa. Conobbi a Lucca, città di cui mi innamorai, mia moglie Serena che è originaria di S. Quirico. Da lì iniziai a giocare in categoria nei dintorni, Tau Altopascio, Acquacalda e in Garfagnana: ho appeso le scarpette al chiodo definitivamente solo tre anni fa, dopo l’ultimo anno a Pian di Coreglia in Terza Categoria a 49 anni suonati».
Perché nel frattempo era sbocciato un altro amore, su un altro tipo di campo. «Accompagnavo mia figlia Ilaria agli allenamenti di pallavolo a Capannori e da lì mi avvicinai al volley. Dalla società mi proposero di fare il dirigente e dopo due anni di ambientamento, per cui devo ringraziare l’aiuto di Valentina Maltagliati, diventai direttore sportivo. Una scelta che rifarei mille volte». Spaziare fra i vari sport è una prerogativa della famiglia Miccoli: la già citata Ilaria, la figlia più grande, classe ’97, dopo l’esperienza con Capannori gioca da due stagioni all’Ambra Cavallini Pontedera, dove veste i panni di libero titolare. Federico, che di anni ne ha 18, pratica il tennis. Chiude il più piccolo, il quattordicenne Andrea che gioca invece a basket. Ma tornando al volley e alla Nottolini, il pensiero non può non andare alla scorsa estate, un momento di grandi cambiamenti in casa bianconera: «Dopo 17 anni abbiamo salutato il nostro coach Sandro Becheroni. Abbiamo dato un’opportunità a Stefano Capponi che aveva fatto molto bene nel settore giovanile e la scelta ci sta ripagando in pieno. Non eravamo sicuri di poter mantenere la B1, con i saluti delle varie Renieri, Salvestrini, MIgliorini e Puccini, però la voglia di restare delle varie Battellino, Roni, Mutti, Magnelli e Battellino ci convinsero a “rischiare” e non accontentarci della B2. Dal nostro vivaio è stata inserita Giulia Lunardi che si sta muovendo egregiamente e il resto è storia. Nonostante l’assenza di pubblico, il PalaPiaggia per noi è una sorta di fortino, di cui grazie al Comune di Capannori abbiamo l’uso esclusivo insieme alla palestra di Camigliano. Che dire della società? Siamo un gruppo di dirigenti con passione e ambizione. La società non darà rimborsi esosi come in altre piazze, ma garantisce sempre la puntualitàe non fa mai mancare niente alle atlete. Anche per le trasferte più vicine preferiamo noleggiare il pullman da 50 posti, per garantire l’incolumità e la sicurezza delle giocatrici, due aspetti fondamentali in tempi di Covid. Lo staff è di categoria superiore con Samuele Fiori e Sara Marracci per la preparazione atletica, il presidente Paolo Gradi e i vice-presidenti Enrico Bertini e Mauro Lucchesi. I nostri sponsor ci danno una bella mano in mezzo a tanti sacrifici». —
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