Zaffaroni felice del gruppo «Stiamo in zona playoff ma la Lucchese è tosta»
Il tecnico dei seriani non si illude perché teme la squadra di Lopez «Dobbiamo restare concentrati perché se li sottovalutiamo Panati e Bianchi ci faranno male»
Luca Tronchetti
Arrivare ai playoff, usufruire del minutaggio e valorizzare i giovani locali. Questo il diktat dello storico presidente Gianfranco Andreoletti, 66 anni, imprenditore del campo della produzione di materie plastiche e presidente della multinazionale Cospa, che dal 1999 (anno della fusione tra le società di Albino e Leffe) è al vertice del club seriano. Obiettivi che, al momento, sono tutti raggiunti grazie al lavoro e alla competenza di mister Marco Zaffaroni, 52 anni a giugno, emblema di professionalità, serietà e autentica guida per lo spogliatoio bluceleste.
Con una vittoria i blucelesti, oggi a quota 38 punti, si guadagnerebbero a 10 turni dal termine la matematica salvezza che resta l’obiettivo minimo stagionale. Ma il tecnico dei bergamaschi predica umiltà: «Se non giochiamo compatti e concentrati rischiamo di venire puniti da una Lucchese che, a dispetto della classifica, è molto migliorata rispetto a quando l’abbiamo incontrata al Porta Elisa. Merito di un tecnico serio e competente come Lopez e di un mercato di riparazione che ha portato calciatori come Petrovic e Pellegrini che per la categoria sono delle certezze. Contro Renate, Grosseto e Pistoiese abbiamo raccolto cinque punti e non abbiamo subito reti proprio grazie al nostro atteggiamento tattico. Partita dopo partita siamo cresciuti a livello di mentalità e di concentrazione. Stiamo facendo un percorso di crescita regolare che mi soddisfa in pieno. Ma non possiamo permetterci il lusso di abbassare la guardia e tantomeno giocare con sufficienza. Questa squadra ha acquisito una sua identità ben precisa e questa solidità mi fa ben sperare».
AlbinoLeffe e Lucchese, due squadre che valorizzano i giovani.
«Credo che le società che salvaguardano il bilancio con un occhio rivolto ai giovani siano un patrimonio importante nel panorama calcistico italiano. La Lucchese ha dei giovani interessanti come Nannelli, Panati e soprattutto Bianchi, un ragazzo di 20 anni che in questa categoria ha già segnato otto reti non può che aspirare a categorie superiori. Ma se scorrete la lista dei calciatori dell’AlbinoLeffe scoprirete che abbiamo cinque ragazzi cresciuti nel nostro settore giovanile (i centrocampisti Piccoli e Cerini, rispettivamente nati nel 2001 e nel 2000, e la punta ventunenne Galeandro, adesso infortunato e gli altri giovanissimi Ghezzi e Maffi) e altri under che provengono dai vivai di Torino e Fiorentina. L’obiettivo dell’AlbinoLeffe è proseguire nel tempo questo percorso di costruzione e di crescita. Certo l’incognita e le difficoltà sono legate al fatto che in questo periodo giochiamo sempre e non possiamo allenarci come dovremmo. Per questo gli infortuni, specie quelli muscolari, aumentano in modo esponenziale. Contro la Lucchese non possiamo disporre di Gusu, che si è fatto male a Pistoia, e Cori, rientrato da poco, non è al meglio. Recuperiamo Gelli dalla squalifica e lo impiegherò dall’inizio».
Come finisce oggi?
«Ripeto: la Lucchese ha dei valori. È stata penalizzata dal Covid più di altre squadre. Ma grazie al suo tecnico è riuscita a trovare un’identità, pur nelle difficoltà, come dimostrano le prestazioni con la Pro Vercelli, la Juve under 23 e l’Olbia. Loro non mollano di un centimetro e sono certo che sarà una battaglia dall’inizio alla fine». –
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
