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Lucchese, Kosovan rescinde il contratto Panariello non gioca contro l’AlbinoLeffe
Il centrocampista ucraino lascia il club per motivi familiari, il difensore in diffida è vittima di un affaticamento muscolare
LUCCA. É davvero un anno horribilis e salvare la categoria sarà un’impresa titanica. Non bastavano gli infortuni a catena (Bitep, Coletta, Papini, Dumancic, Sbrissa, Marcheggiani, Caccetta) che condizionano e non poco le scelte di Giovanni Lopez. Ci mancavano pure i problemi familiari del centrocampista Tanasyi Kosovan che, pur non essendo da tempo un titolare, comunque era pur sempre un prezioso cambio per la parte finale del secondo tempo. Da ieri il calciatore ucraino non è più un tesserato della Lucchese. Ha rescisso il contratto che lo legava sino a giugno con il club rossonero. Da quanto si è potuto apprendere il fattore scatenante sarebbe dipeso dal bisogno di aiuto della consorte che vive in Ucraina e deve accudire ad un bimbo. Una situazione non più gestibile dall’Italia che ha costretto il giocatore a rassegnare le proprie dimissioni per tornare in patria. «La Lucchese 1905 – si legge in una nota diramata dal club – comunica ufficialmente la rescissione del contratto di Tanasii Kosovan, centrocampista classe '95, che per impellenti motivi familiari ha volontariamente rassegnato le proprie dimissioni in data odierna. La società ringrazia il giocatore per l'impegno profuso in maglia rossonera, augurandogli inoltre per il futuro le soddisfazioni professionali che merita».
E siccome i guai non erano abbastanza ecco che si ferma pure Aniello Panariello per un problema muscolare che lo costringerà a disertare la prossima sfida tra 48 ore in trasferta con l’AlbinoLeffe. Il suo posto sarà preso da capitan Maicol Benassi che sarà schierato accanto a Eros Pellegrini e Daniele Solcia.
Fattore Porta Elisa. La Lucchese sembra soffrire il Porta Elisa. I numeri parlano chiaro con otto sconfitte, cinque pareggi e appena una vittoria, contro il Piacenza, firmata da Bianchi, che risale al 13 dicembre scorso. Su 19 punti, 8 in casa e 11 conquistati trasferta. Una spiegazione forse più tecnico-tattica che psicologico. I rossoneri per struttura e caratteristiche sono in difficoltà quando devono costruire e fare gioco, mentre sono a più agio quando c’è da impostare una gara difesa e contropiede. C’è però anche da sottolineare l’approccio mentale, le troppe false partenze tra le mura amiche davanti al pubblico presente, poco più di un centinaio, autorizzato ad assistere alle gare interne della Lucchese. In casa sono ben 26 su 44 i gol subiti. Frutto di partenze in salita che hanno costretto a rincorrere. Quattro volte i rossoneri sono riusciti a rimontare come accaduto contro Pergolettese, Carrarese, Renate e Olbia, ma senza mai andare oltre il pareggio. Otto sconfitte interne come la Pergolettese che di contro ha vinto sei volte in casa annullando di fatto il gap. Sette ko tra le mura amiche anche per la Carrarese, ma con quattro vittorie. Sei passi falsi del Giana Erminio ma con tre successi interni. Un dato eloquente è che nella stagione 2002-2003, quella della salvezza acciuffatta ai playout dopo lo spareggio vittorioso con l’Alzano, i rossoneri avevano perso in casa cinque volte in tutta la stagione. E sempre cinque nel campionato 1978-1979 culminato nella retrocessione in C2.
Caso Livorno. L’ultimo posto in classifica dovrebbe essere evitato. Il Livorno, che dovrebbe essere penalizzato di 4 punti, ha dato il ben servito a mister Alessandro Dal Canto che era riuscito nonostante il caos societario a tenere la barra dritta e assunto un neofita della panchina: l’ex portiere Marco Amelia che proprio con la maglia amaranto aveva iniziato la sua sfolgorante carriera che l’aveva portato ad indossare anche la maglia azzurra nel mondiale vinto del 2006 dove figurava come terzo portiere. —
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