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Lucchese, la punizione dell’ex Ora i rossoneri restano ultimi
Como stregato per i ragazzi di Lopez che tengono testa alla capolista e nel finale sono beffati dal calcio piazzato di Arrigoni
Luca Tronchetti
Una sconfitta che fa male. Per la classifica, per il morale e per il modo in cui è maturata. Perché, a giudicare da quanto visto in campo, tra Como (capolista) e Lucchese (fanalino di coda) non ci sono i 32 punti di differenza che evidenzia la classifica. Perché i rossoneri, specie nelle ripresa, tengono a bada i padroni di casa e nell’arco del match hanno anche due nitide occasioni, entrambe con Petrovic, per andare in gol. E infine perché la rete arriva su una punizione dal limite evitabilissima (vero Kosovan?) e realizzata dall’ex Tommaso Arrigoni che bucato la barriera rossonera rea di non aver utilizzato la «mossa del coccodrillo» quella inventata da Brozovic contro il Barcellona al Campo Nou e che ormai è diventata una consuetudine di buona parte delle squadre italiane.
Così la Lucchese torna da sola all’ultimo posto in classifica dopo il pari interno del Livorno contro l’Olbia e nel giro di una settimana è attesa da due sfide da far tremare i polsi contro le due formazioni più in forma del momento: Pro Patria (mercoledì al Porta Elisa) e Juventus under 23 (domenica a Moccagatta di Alessandria).
I rossoneri debbono assolutamente tornare a muovere la classifica se vogliono cercare, nel rush finale, di rimontare posizioni provando ad affrontare gli spareggi salvezza evitando soprattutto la forbice superiore agli otto punti che oggi rappresenta una spada di Damocle visto che il distacco con le quint’ultime (Piacenza e Pistoiese) e salito ad otto punti.
C’è poi il problema legato alla lunga lista infortunati che, mai come in questa stagione, assilla lo staff tecnico: Bitep, Coletta, Papini, Dumancic, Caccetta e Marcheggiani. Sette elementi che, stante la situazione, avrebbero fatto tremendamente comodo. Chi indossando la maglia di titolare, chi partendo dalla panchina.
Per Giovanni Lopez – ieri e mercoledì in tribuna per la squalifica rimediata nella vibrante gara con la Pro Vercelli (la società poi ha deciso di non presentare ricorso) e sostituito da Oliviero Di Stefano – ai tanti problemi si aggiunge quello dell’impossibilità di allenarsi bene visto che a febbraio e marzo ci sono almeno quattro turni infrasettimanali. E giocando in media ogni quattro giorni il rischio d’infortuni e ricadute è elevato.
Contro il Como si vede una Lucchese da due volti. Nel primo tempo i rossoneri – con Zennaro in luogo di Meucci, Adamoli e Panati sugli esterni e il rientro di Benassi a guidare la difesa – subiscono l’iniziativa dei locali con Terrani e Cicconi a imperversare sulle corsie esterne e il «Loco» Ferrari a fare da boa in mezzo per l’inserimento dei centrocampisti. Biggeri compie un paio di interventi e la scarsa vena sotto porta degli azzurri consente ai rossoneri di chiudere la frazione sullo 0-0. Nella ripresa l’occasione più ghiotta - come era capitato nel primo tempo – è di Petrovic che di testa su punizione di Panati colpisce male e manda fuori a due passi dal portiere. Lucchese che sale di tono e rischia di far male di rimessa, Como smarrito e pasticcione. La girandola di cambi favorisce chi ha più qualità. Così Kosovan, che rileva l’ottimo Sbrissa, commette un inutile fallo dal limite e Arrigoni, che va in campo al posto di M’Haidat, trova la punizione vincente. Il Sinigaglia rimane un campo tabù per la Lucchese che in 70 anni non ha mai vinto in riva al Lario. —
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