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Lucca

L’ALLENATORE AVVERSARIO  

Magrini, il tecnico guerriero un vincente nei dilettanti e che bada sempre al sodo

Luca Tronchetti
Magrini, il tecnico guerriero un vincente nei dilettanti e che bada sempre al sodo

Per il tecnico umbro gli ospiti sono una squadra molto ostica «Con i piemontesi è stata una giornata storta: dobbiamo giocare con molto equilibrio»   

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LUCCA. Ventotto punti, sino alla sedicesima giornata la difesa meno battuta del campionato, un calcio concreto in grado di improvvise e rapide accelerazioni. Il Grosseto targato Lamberto Magrini è tutto questo e altro ancora. Sessant’anni a giugno, ex mediano dai garretti d’acciaio in C2 e D con le maglie di Gubbio, Poggibonsi, Livorno, Magrini è umbro di nascita (Magione) e maremmano d’adozione. Lui a Grosseto ha sempre fatto molto bene. Tra i dilettanti (memorabile il suo esonero da parte del “Comandante”, Piero Camilli, a tre giornate dalla fine con la squadra in testa al campionato) e anche nelle poche apparizioni tra i professionisti come «prestanome» di Consonni nell’ultima sciagurata annata della retrocessione dai cadetti. Lui, dopo il miracolo della promozione non programmata dalla D alla C, vuol regalare al popolo biancorosso la salvezza diretta. «Secondo rapidi calcoli per guadagnare la permanenza in categoria servono 40 punti. – ricorda l’allenatore dei torelli della Maremma – Ne abbiamo 28 e mancano 17 partite alla fine. Dobbiamo proseguire sulla strada intrapresa sinora e fare attenzione ad ogni ostacolo. Quando non è possibile vincere l’importante è smuovere la classifica. Contro il Renate capolista domenica scorsa abbiamo subito il gol del 2-1 a dieci minuti dal termine per una nostra ingenuità. Dobbiamo restare concentrati sino alla fine per arrivare alla metà nel più breve tempo possibile. Questa squadra ha le caratteristiche per centrare l’obiettivo. L’importante è restare umili e non snaturarsi».

Oggi arriva la Lucchese reduce da una scoppola in casa con il Novara. La partita giusta per conquistare i tre punti?

«Niente affatto. – prosegue Magrini – Con i piemontesi è stata una partita storta. Nata male e finita peggio. Ma vorrei ricordare a tutti che questa Lucchese non è quella che abbiamo battuto 2-0 al Porta Elisa lo scorso ottobre. Andate a leggervi la formazione e vedrete che per sette-otto undicesimi gli interpreti sono differenti. E rammento per i più distratti che prima di quella sconfitta i rossoneri avevano conquistato 10 punti in 6 partite praticando un calcio piacevole e divertente. Gente come Petrovic e Bianchi là davanti è in grado di far male».

Qual è il giocatore rossonero che inserirebbe nel suo organico?

«Non ho dubbi: Nannelli. È un ragazzo di 20 anni, rapido, dinamico, sveglio, intelligente e in grado, in chiave tattica, di ricoprire più ruoli. D’altronde scelgo un giovane perché il Grosseto è squadra giovane. In campo anche domenica avevamo sette under e in qualche occasione ne abbiamo avuti anche otto. In queste categorie è giusto dare spazio a giovani bravi in grado di salire di categoria».

Magrini, firmerebbe per un pari nel derby lasciando i rossoneri alla stessa distanza e con una gara da giocare in meno?

«Io sono abituato a giocarmi le partite. L’ho sempre fatto in D e nelle categorie minori e continua a farlo anche adesso. Tuttavia non affronteremo la Lucchese a testa bassa, ma con il necessario equilibrio. L’atteggiamento tattico sarà lo stesso utilizzato con il Como. Faremo una gara intelligente. Se poi alla fine arriva il pareggio lo accettiamo senza metterci a piangere». —

Luca Tronchetti

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