Meteo
Ferracuti e i ricordi... alla Crema «Quella piazza ti fa maturare»
Il terzino sinistro, oltre 100 presenze in maglia rossonera oggi vive a Carignano «Gente appassionata e ottimo impianto sportivo: l’ideale per crescere bene»
Luca Tronchetti
LUCCA. Il pendolino della fascia sinistra con 4 stagioni e 105 presenze in maglia rossonera (dal 2001 al 2005) e 27 partite senza gol con la maglia gialloblù del Pergocrema (oggi Pergolettese) nella stagione 1994-95 in C2. Corrado Ferracuti, 46 anni, romano, tifoso della Lazio, timbro di voce del tutto simile a quello di Giovanni Lopez, diploma di informatico e oggi osservatore della Juventus dopo aver ricoperto identico ruolo all’Udinese e al Milan (e una parentesi come direttore sportivo del GhiviBorgo), è il doppio ex della sfida che vale tanto in chiave salvezza. Ferracuti, sposato, due figli (un maschio di 14 anni che gioca nel Tau e una bimba di 12), vive con la famiglia a Carignano. Lucca è diventata la sua città d’adozione e logicamente si augura che oggi al Voltini i rossoneri escano indenni e magari siano in grado di portare a casa i tre punti. Ma Ferracuti non dimentica la stagione trascorsa a Crema: «Avevo 20 anni ed era il mio primo contratto da professionista. Eravamo una buona squadra con tanti giovani, qualche esperto e diversi elementi di categoria. Iniziammo bene e poi subimmo una flessione tanto che a 10 partite dalla fine mister Zanchini fu sostituito da Franco Vannini, ex calciatore del Perugia dei miracoli in A. Lo stadio era piccolo, ma con un ottimo terreno di gioco. Ci venivano a vedere 7-800 persone. Non male per un comune di 30mila anime. Tifosi appassionati e che sostenevano la squadra per tutta la settimana. Una piccola città vicina a grandi centri come Milano, Pavia, Cremona. Un luogo ideale per un giovane che voleva crescere e mettersi in mostra. Giocai quasi sempre e l’anno dopo rientrai al Como. Per me Crema fu una palestra di vita».
Ferracuti, appassionato di musica (suona bene la chitarra ed è un fans degli U2) e di letteratura (il suo scrittore preferito è Gabriel Garcia Marquez), dell’esperienza di Crema ricorda un episodio che lo segnò particolarmente: «Derby lombardo tra CremaPergo (il club si chiamava così all’epoca) e Varese. Lancio in avanti mi fiondo sulla sfera mentre esce il portiere Adami, che era stato mio compagno nel Como. Provo a frenarmi, ma lo colpisco con lo scarpino e lui resta a terra esanime e viene portato fuori. Rimasi sconvolto. Era la prima volta che mi capitava di far male a qualcuno e aver rischiato di compromettere la carriera di un avversario, che per giunta conoscevo bene, non mi fece chiudere occhio. Ricordo che lo chiamai il giorno successivo per sincerarmi delle sue condizioni». La Lucchese è il suo mondo: «Ho ancora negli occhi il momento in cui Lamberto Cotrozzi, un factotum del club, mi venne a prendere in auto per portarmi in ritiro. Sono passati 20 anni e non avrei mai immaginato che Lucca sarà diventata la mia città dopo il calcio. Quest’anno ho visto la Lucchese in casa con il Como, ma mi hanno detto che adesso le cose sono migliorate. I rossoneri devono salvarsi a tutti i costi». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
