Il Tirreno

Lucca

L’INTERVISTA A GIOVANNI SBRISSA 

Il mediano-cronista che legge Brera e Mura

Nicola Nucci
Il mediano-cronista che legge Brera e Mura

Il centrocampista si è laureato in scienze politiche e sociali  «Mi piace analizzare con occhio critico le partite di calcio»

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Nicola Nucci

LUCCA. Per la sua tesi in giornalismo sportivo ha studiato i classici come Gianni Brera, Italo Cucci e Gianni Mura. «Ho imparato ad analizzare le gare, la tattica, i segreti del calcio» dice Giovanni Sbrissa, 24 anni di Castelfranco Veneto, centrocampista centrale della Lucchese. Arrivato a fine ottobre dopo un inizio in sordina, frenato da una condizione fisica non al massimo, è tornata la mezz’ala dei tempi del Vicenza lanciato da Giovanni Lopez che ha fortemente voluto nella sua Lucchese. «Ho faticato un po’ a trovare condizione fisica, c’era stata l’emergenza Covid, ma le gare rinviate mi hanno consentito di fare alcune settimane di allenamenti intensi. Mi mancava sempre il ritmo gara, non ero ancora brillante, ma grazie alla fiducia di Lopez sono tornato a buon livelli».

L’intraprendenza e il tiro da fuori l’ha mostrato anche nelle prime gare. Adesso però c’è anche la personalità e la brillantezza. «Mi sento più sicuro nelle giocate e nella gestione del pallone. Con Lopez c’è un feeling particolare avendo vissuto con lui l’esperienza col Vicenza, alla mia prima stagione nel calcio professionistico passando dalle giovanili alla squadra maggiore esordendo in serie C1 e poi in B. Gli devo tanto: è lui che mi ha voluto anche nell’avventura a Lucca. Gara dopo gara devo migliorare e provare anche a sbloccarmi e segnare qualche gol».

Al Porta Elisa arriva la capolista, banco di prova per una Lucchese che nelle ultime sei gare ha perso una volta sola. «Il Renate è un’ottima squadra, ma siamo in forma sulla scia dei risultati positivi accompagnati da prestazioni convincenti contro formazioni di prima fascia. Penso che rimontare due gol al Lecco non è da tutti, ma c’è il rammarico di non avere ricavato più punti, ma è aumentata l’autostima. Ci attende una gara difficile, il Renate ha meccanismi oleati e 41 punti sono tanti, segno della qualità, Gallupini, Giovinco e Kabashi (occhio al giocatore che alla Lucchese ha fatto spesso e volentieri gol, ndr) sono molto temibili anche sulle palle inattive. Dovremo fare una gara molto accorta, perché al primo errore ci puniscono. L’attenzione deve essere una prerogativa». Il centrocampista veneto crede nella salvezza. «Abbiamo riaperto i giochi e la Lucchese ultima non ci sta per quello che abbiamo visto in campo. Dovremo lottare con le squadre della parte destra della classifica» dice Sbrissa che è laureato in Scienze politiche e sociali. «Ho fatto una tesi sulla storia del giornalismo sportivo da Gianni Brera in poi, mi piace leggere i resoconti sulle partite anche con un occhio critico e analizzare le gare come un cronista. Poi ho un pallino per il cinema, il mio regista preferito è Clint Eastwood che ha fatto film bellissimi come Gran Torino e Million dollar baby, e come attore Leonardo Di Caprio, ogni interpretazione è un capolavoro».

Una famiglia Sbrissa è una famiglia di sportivi. Giovanni è il quinto di sei fratelli: quattro femmine e due maschi. Tutti uniti dal pallone. Con una differenza: le ragazze Chiara, Elena, Maria Luisa (Mary per la sua esperienza quinquennale negli States con tre anni disputati in Oregon e due a New York nel campionato NCAA), giocano a basket mentre Eleonora fa nuoto, Giovanni e il più piccolo del gruppo, Isaac, giocano a calcio. Ed entrambi hanno iniziato nel Vicenza. Anche il babbo ha giocato a calcio, ma nei dilettanti veneti, e gli ha inculcato la passione per il gioco abbinata allo studio. —

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