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Obbedio teme i rossoneri «Dobbiamo stare attenti sono in ottima forma»

Luca Tronchetti
Obbedio teme i rossoneri «Dobbiamo stare attenti sono in ottima forma»

Il diesse per tre stagioni a Lucca racconta la nuova avventura  ed elogia il tecnico romano: «É il più bravo, ma non sa vendersi» 

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Diciotto mesi dopo ritorna al Porta Elisa indossando la divisa di un’altra Pantera: quella nerazzurra del Renate a sorpresa capolista e campione d’inverno del girone A della C. Antonio Obbedio non dimentica le tre stagioni vissute a Lucca, le emozioni dei playoff con uno stadio pieno (6000 spettatori contro il Parma) e quelle dei playout con una salvezza raggiunta a Bisceglie ai calci di rigore al termine di sei mesi allucinanti con una dirigenza fantasma. Dall’altra parte della barricata troverà un amico: mister Giovanni Lopez.

Obbedio, pregi e difetti del tecnico rossonero.

«Lopez è un grandissimo lavoratore, un preparatore maniacale e tra i migliori allenatori, non solo di C, a saper leggere le partite durante il loro svolgimento. Conosce i sistemi tattici come pochi e i suoi cambi al 90% sono sempre azzeccati. Difetti? Mah, se proprio ne vogliamo trovare uno è la sua scarsa propensione ai social. Non ama viaggiare in rete e soprattutto non sa vendersi come fanno tanto suoi colleghi che non hanno capacità tecniche, ma che piacciono perché scrivono su Fb, su Instagram o su Twitter. Un modo di pensare che assomiglia molto all’allenatore del Renate, Aimo Diana. Anche lui non ama i riflettori e si esprime meglio in campo durante la settimana o la domenica dalla panchina. Come Lopez sa parlare al cuore dei suoi giocatori e soprattutto vuol ottenere i risultati attraverso il gioco. Abbiamo perso qualche punto per strada perché ci piace manovrare senza buttar via la palla».

Sabato al Porta Elisa c’è l’atteso testacoda. Tre punti facili per la sua squadra?

«Magari. Troviamo la Lucchese nel momento migliore. Se andiamo ad analizzare gli ultimi due mesi notiamo che rossoneri e nerazzurri hanno una media punti tra uno e uno e mezzo a partita. Segno che con l’arrivo di Lopez e l’innesto di 4-5 giocatori la squadra può giocarsela con tutti come ha già dimostrato con Livorno, Carrarese e Lecco. Veniamo a Lucca con la consapevolezza dei nostri mezzi sapendo però che troveremo una compagine forte e motivata con una classifica bugiarda rispetto al valore della rosa».

Il «miracolo» Renate visto dall’interno.

«Programmazione. Gran parte del merito è del presidente Luigi Spreafico, imprenditore nel settore dei carrelli elevatori, che è al vertice del club da 35 anni. Renate è un paese della Brianza con poco più di 4mila abitanti e 200 tifosi, ma ha un’organizzazione degna di un club di prima fascia. Quando il dg Massimo Crippa (ex calciatore di Napoli, Torino e Parma) mi ha chiamato per sostituire Oscar Magoni passato alla Feralpi sapeva già tutto di me e di come avevo lavorato alla Lucchese. Inserirmi in questo gruppo è stato semplice. Ho scelto 11 dei 22 componenti la rosa e tra questi il portiere Gemello, la punta Maistrello (oggetto del desiderio di mister Monaco in estate), Kabashi ex Pontedera, il giovane Esposito, Silva del Piacenza e gli ex rossoneri Sorrentino e Santovito. A Renate non manca nulla. Abbiamo due campi di allenamento (Briosco in sintetico e il Riboldi in erba dove la squadra giocava sino alla D) mentre un terzo è quasi pronto a Verruggio e c’è in progetto di un centro sportivo. Abbiamo 8 squadre di settore giovanile e molti ragazzi, come il portiere Turati che ha debuttato in A con il Sassuolo, passano dal nostro vivaio prima di finire nei club più importanti. In organico ci sono dai 3 ai 5 under per il minutaggio. Il presidente a Natale mi ha rinnovato il contratto. Segno che c’è grande stima. La B? Ci crediamo e ci proveremo. Speriamo che la Lucchese, a cui prenderei Nannelli, non ci faccia lo sgambetto». —

Luca Tronchetti

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