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Coletta, quando l’altezza non conta «Non voglio fermarmi alla serie C»
I suoi 183 centimetri sono ritenuti penalizzanti per un portiere che ambisce a giocare in serie A «Adesso l’unica cosa importante è la permanenza in categoria»
Nicola Nucci
LUCCA. È sempre stato uno dei migliori in campo, anche quando la Lucchese ha subito tanti gol ed era una delle difese più colabrodo del girone. Jacopo Coletta, 28 anni, è stato spesso decisivo con le sue parate. Dalla vittoria di Pontedera al pareggio con la Carrarese nonostante un predominio rossonero nella seconda parte della gara. «Un pari che ci sta stretto, con il rammarico per le occasioni create e il gioco, ma è comunque la conferma di segnali positivi, una ripresa a cui dobbiamo dare continuità per uscire definitivamente fuori dal tunnel e abbandonare l’ultimo posto. Abbiamo ritrovato una compattezza e uno spirito di squadra contro il Livorno sceso dalla B e la Carrarese costruita per puntare alla promozione. Poi non buttiamo più via il pallone, si sono viste buone trame e siamo più sicuri nella manovra. Dobbiamo diventare più cinici, ma siamo sulla buona strada».
Un cambio di mentalità dopo un cammino in salita e una condizione fisica fiaccata dal virus. «Non ci siamo mai aggrappati alle scuse, ma non c’è dubbio che il fattore Covid abbia influito sulla condizione fisica, una partita come quella con l’Albinoleffe non sarebbe finita in quel modo. Adesso stiamo molto meglio e arrivano anche i risultati».
Se la Lucchese ha voltato pagina, Coletta è sempre stato una costante. Un rendimento che lo colloca tra i portieri con una prospettiva da categoria superiore nonostante un’altezza non da marcantonio (183 centimetri). Nella storia rossonera tuttavia non sono mancati portieri non altissimi come Giampaolo Pinna, numero 1 della Lucchese di Orrico in B e Walter Ciappi. «Come portiere mi sento maturo e aspirare a categorie superiori deve essere un obiettivo di ogni calciatore. Con la Lucchese ho un contratto fino al 2021, a Lucca mi trovo bene, la fiducia e la stima mi stanno aiutando in questo percorso di crescita grazie anche al preparatore dei portieri, al mio procuratore dello studio Assist e alla famiglia che mi ha sempre incoraggiato e aiutato, anche in questo periodo difficile per la pandemia. Per varie ragioni sono arrivato in C1 più tardi del previsto e voglio giocarmi tutte le mie carte. L’altezza può essere penalizzante in serie A, ma non voglio fermarmi. Adesso il mio unico pensiero è la salvezza della Lucchese».
La squadra è subito tornata in campo da ieri in vista della sfida di Lecco, anche se alcuni calciatori rientreranno il 2 gennaio per passare le feste con la famiglia. Poi otto giorni per preparare il ritorno in campo e una sfida difficile per dare continuità ai 5 punti ottenuti nelle ultime tre gare. Una Lucchese rigenerata da Lopez che ha dovuto fare i conti con il virus (21 calciatori contagiati) e un calendario fitto con gare anche ogni tre giorni. Intanto per un portiere che è una garanzia è in procinto di arrivare un attaccante. È ormai fatta per Francesco Marcheggiani che sarà ufficializzato all'apertura del mercato lunedì 4 gennaio. —
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