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Grande Lucchese, conquista un pari e mostra personalità
L’arbitro sorvola su un rigore ai danni di De Vito e Bianchi colpisce la traversa Squadra in ripresa come testimoniano i 7 punti nelle ultime quattro partite
Luca Tronchetti
LIVORNO. Sette punti nelle ultime quattro partite frutto di 2 vittorie, un pari e una sconfitta con 3 gol fatti e altrettanti subiti contro i tre punti ottenuti nelle prime dodici con 11 gol fatti, 26 subiti e un triste zero nella casella delle vittorie sia in casa che in trasferta. I numeri non mentono mai e da soli bastano a spiegare la metamorfosi della Lucchese. Che adesso, nonostante mille problemi legati ad infortuni post Covid e a più di un over che non ha reso come avrebbe dovuto, ha un’ identità e un gioco. Giovanni Lopez, da grande artigiano della panchina, è riuscito a creare un gruppo di 14-15 elementi in grado di dare continuità ai risultati scendendo in campo senza la paura di sbagliare e mostrando, almeno a tratti, personalità. Una squadra che crescerà ulteriormente con l’innesto dei 3-4 elementi che Lopez, Deoma e la società hanno in tutto o in parte individuato. Se poi a questi segnali evidenti di ripresa, che fanno ben sperare per il girone di ritorno, ci aggiungiamo un pizzico di scaramanzia (con la maglia giallo evidenziatore o flou, come la definiscono stilisti e esteti, i rossoneri sono imbattuti) ecco che la nuova Lucchese è servita e si presenta agli avversari come un cliente ostico. Altro che Cenerentola del torneo.
LA RIPARTENZA PERFETTA
L’hombre vertical non ha bisogno di fare pretattica. E la formazione è quella annunciata con Dumancic in panchina - per non rischiare il riacutizzarsi dei problemi muscolari - ben rimpiazzato da Solcia e Kosavan a fare il braccetto di sinistra del centrocampo con Nannelli accanto a Bianchi. La gara è decisamente piacevole e i capovolgimenti di fronte rendono incerto il derby che al Picchi la Lucchese non vince da 32 anni. Il tempo per Coletta di scaldare i guanti con due interventi su Haoudi e Di Gennaro e i rossoneri iniziano a mettersi in moto. Davanti ripartono con precisione chirurgica: a destra Panati e Sbrissa s’intendono a memoria mentre a sinistra Adamoli va via come un treno e chiede il supporto di un Kosovan troppo falloso e che deve ringraziare l’arbitro se non finisce anzitempo sotto la doccia. E proprio da lì che arrivano i pericoli maggiori per Stancampiano, chiamato a bloccare un paio di conclusioni prima del sacrosanto penalty che arriva su un cross di Adamoli con Parisi che commette fallo su Nannelli smarcato in area di rigore. Scocca il minuto 38 quando dal dischetto Bianchi realizza il gol che porta in vantaggio la Lucchese. E i rossoneri potrebbero chiudere la contesa al secondo minuto di recupero con Nannelli che pesca Kosovan in area. L’ucraino da due passi si fa respingere la conclusione dal portiere.
FINALE MOZZAFIATO
Dal Canto indovina la mossa nella ripresa inserendo il terzino lucchese Gemignani e alzando Parisi sulla linea degli esterni d’attacco. E dopo 5 minuti di forcing Parisi lo ripaga con l’eurogol del pari. É il 18’ e la Lucchese di un mese fa sarebbe stata ribaltata. Invece pian piano la frenesia labronica si placa e i rossoneri salgono in cattedra sino al minuto 41 quando, su angolo, De Vito viene spinto a terra. La sfera arriva a Bianchi, ben appostato, che colpisce la traversa, rimbalza sulla linea e schizza via. Il derby finisce lì. E a recriminare è solo la Lucchese. —
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