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La Lucchese dura un tempo poi c’è soltanto l’Alessandria
Con sei under in campo i rossoneri provano a limitare gli ospiti che nella ripresa dominano e vanno due volte a bersaglio
/ LUCCA
La baby Lucchese con 6 under in campo dall’inizio regge un tempo il confronto con l’Alessandria, la formazione più attrezzata del campionato, per poi crollare nella ripresa di fronte alla miglior condizione fisico-atletica e alla tecnica superiore dei grigi che segnano due volte e tengono sempre il pallino del gioco rischiando poco o nulla. Decima sconfitta in campionato per i rossoneri da oggi sempre più ultimi dopo le roboanti vittorie di Piacenza e Pergolettese e il pari esterno dell’Olbia. Adesso la formazione di Lopez ha 6 punti di ritardo dalla penultima (Pistoiese) e 10 dalla zona salvezza quando mancano 5 partite alla fine del girone d’andata e 3 alla riapertura del mercato. Per conquistare la salvezza - anche attraverso i playout - la Lucchese, oltre ad irrobustirsi a gennaio (servono due punte, un centrocampista e un difensore e vanno ceduti almeno 8-9 calciatori della rosa), deve sperare nelle disgrazie altrui a partire dalla penalizzazione del Livorno (dagli 8 ai 10 punti con possibilità di esclusione dal campionato) e dalle sanzioni che verranno prese nei confronti del Novara (la società ha presentato una fideiussione irregolare che dovrà essere sostituita). A questo punto diventa fondamentale il match di domenica al Porta Elisa: lo scontro diretto con il Piacenza (13 punti) che si è sbarazzato con un punteggio tennistico della Pro Sesto (ma i biancazzurri erano in inferiorità numerica dopo 25 minuti). Un nuovo rovescio azzererebbe o quasi le residue possibilità di permanenza in categoria.
45’ SENZA RISCHI
Nonostante assenze pesanti (Kosovan, Cruciani, Papini, Panati) Lopez manda in campo un 3-5-2 con Solcia in luogo di De Vito, il diciannovenne Bartolomei a rilevare lo squalificato Panati e il più aggressivo Ceesay in luogo dello statico Caccetta nel tentativo di inaridire le fonti di gioco ospiti. L’inerzia della partita è da subito nelle mani dell’Alessandria che spinge molto a destra con l’esterno Parodi che rifornisce con continuità le punte Eusepi e Arrighini. A sinistra invece Celia si fa vedere per un paio di strappi che lasciano sul posto Bartolomei, ma alla fine non sortiscono l’effetto sperato. La Lucchese si difende con ordine piazzando anche nove uomini dietro la linea della palla, ma non riesce mai a farsi pericolosa con le ripartenze perché il roccioso Cosenza e Scognamillo non salgono e impediscono a Bianchi e Nannelli di agire in profondità.
CONTROLLO ASSOLUTO
I grigi di Gregucci rientrano nella ripresa con un altro piglio. E dopo 4 giri di lancette passano. Parodi pesca Arrighini che si beve Adamoli sull’out destro e in corsa rimette in mezzo. Sbrissa si avventa sulla sfera, ma scivola e il pallone schizza sul vertice sinistro dell’area dove in corsa arriva Celia che infila Coletta. La Lucchese, che ha giocato mercoledì vincendo a Pontedera, non ha la forza di reagire e l’Alessandria gioca al gatto con il topo sino a chiudere la sfida al 19’ quando un cross dalla sinistra, destinato al fondo, viene rimesso in mezzo da Eusepi con una prodezza al volo all’altezza del primo palo. La sfera giunge sui piedi di Arrighini appostato sul secondo palo. La punta scivola, ma tocca la palla quanto basta per depositarla in rete. La partita finisce lì. L’ultimo brivido lo regala Meucci che da pochi passi si vede deviare la sfera sopra la traversa da Pisseri nell’unica vera parata del match. —
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