Il Tirreno

Lucca

Lucchese, storica rivalità con i grigi

LUCA TRONCHETTI

Dalla bara esposta attorno al campo negli anni Ottanta alla testata di mister Favarin del gennaio 2019  

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LUcca

Una rivalità accesa quella tra l’Orso grigio alessandrino e la Pantera rossonera. Iniziata negli Ottanta e proseguita sino ai giorni nostri con episodi sicuramente discutibili e decisamente deprecabili. Le provocazioni di una parte del tifo, i risultati di partite decisive per determinare promozioni o retrocessioni e il comportamento fuori dalle righe e capace (potenza della rete) di fare il giro di mondo, hanno contraddistinto gli ultimi 40 anni di duelli tra Lucchese ed Alessandria.

I PIONIERI

La prima volta in assoluto - il 18 marzo 1923, Prima Categoria, la serie A dell’epoca dopo la riunificazione delle due federazioni - al Campaccio di S. Anna accade un episodio memorabile. L’Alessandria s’impone per 2-0, ma il giocatore più rappresentativo della Lucchese, il nazionale Johnny Moscardini, a un certo punto esce dal campo con un gesto irripetibile e che è da annoverare negli annali del fair play. Non è d’accordo con la condotta antisportiva del suo compagno di squadra Gattini che in tutta la partita ha «picchiato» l’asso azzurro Adolfo Baloncieri ( autore anche di uno dei gol), l’attaccante compagno di nazionale che, a giudizio di Moscardini, non viene tutelato abbastanza dall’arbitro Panzeri di Milano.

LA BARA

Nei successivi sette incontri - tra serie A e serie B - al Porta Elisa i rossoneri collezionano 5 vittorie, un pareggio e una sconfitta che coincide con la caduta in C della Lucchese. Dal 1963 al 1980 le due compagini non incrociano più le armi. Ma il 29 marzo 1981, in serie C2,piemontesi e toscani si scontrano di nuovo e al Moccagatta accade un episodio che avvelena il tifo di entrambe le compagini. La partita è decisiva per la promozione in C1. L’Alessandria guidata da Ballacci s’impone per 2-0 contro la Lucchese diretta da Giampiero Vitali. Un successo che vuol dire C1 per i grigi e a fine gara gli «ultras» locali improvvisano un vero e proprio funerale ai danni degli avversari: trasportano attorno al campo una bara, ricoperta di un vessillo rossonero, facendo sosta attorno alla panchina degli ospiti. Un episodio di cattivo gusto che lascerà strascichi futuri.

VITTORIA PROMOZIONE

Nelle sei partite in C degli anni Ottanta (5 in C2 e una in C1, con 2 vittorie rossonere, 2 pari e 2 vittorie dei grigi) rimane nell’immaginario collettivo la partita al Porta Elisa della stagione 1985-86. Una sfida decisiva per la promozione in serie C1. É il 23 marzo 1986 e a 4’ dal termine la sfida la risolve Tano Salvi su una maligna punizione che supera la barriera e scavalca il portiere Beccari. Un ko che spiana la strada per il ritorno in C della Lucchese.

LA TESTATA DI FAVARIN

Negli anni Duemila le due compagini rivali incrociano le armi 4 volte. Al Porta Elisa due vittorie rossonere, un pari e un successo dell’Alessandria. Ma l’ultima sfida - 27 gennaio 2019 - verrà ricordata non tanto per i pari acciuffato negli ultimi secondi di recupero quando per la testata di mister Favarin, tecnico amato e vincente, ai danni del vice allenatore dell’Alessandria, Gaetano Mancino (ora al Lecco), che costa all’allenatore della Lucchese 5 mesi di squalifica. Favarin cade nella provocazione degli ospiti, ma quel gesto plateale fa il giro del mondo sul web. —



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