Il presidio
GhiviBorgo, il Covid falsa il torneo
La formazione della Valle deve ancora recuperare due gare e dovrà affrontare la trasferta più lunga
/ GHIVIZZANO
Domenica 6 dicembre, stando all’attuale programma del campionato di serie D, il GhiviBorgo dovrebbe scendere in campo prendendo parte ad una delle trasferte più lunghe della stagione. Ad attendere il gruppo di Nottoli, Felleca e compagni c’è la Marignanese, formazione della provincia di Rimini-Forlì-Cesena per quella che, a normali condizioni, potrebbe essere una trasferta alla portata e uno scontro diretto per la salvezza.
Ma le incognite sono ancora molte: siamo certi che si giochi? Rino Lavezzini, tecnico del GhiviBorgo, è al lavoro con la squadra ed entra nell’ottica di scendere in campo in una partita da tre punti: «É strano parlare di calcio in questo contesto, ma con i miei ragazzi sono stato chiaro: dobbiamo provare a concentrarci sul campionato, pensare di scendere in campo con la testa sulle spalle. Il tutto, ovviamente, nel rispetto di protocolli, nel rispetto del virus e nella consapevolezza che il momento è difficile per tutti».
I dubbi sulla sfida ci sono: in questo mese di novembre, che la LND aveva dedicato ai recuperi delle sfide non giocate nelle prime sei gare di campionato, tanti i calciatori positivi un po’ in tutte le squadre e tante le gare rinviate nuovamente.
Su un punto Lavezzini è chiaro: «Hanno accusato qualche società, anche noi, di aver giocato sugli espedienti per non scendere in campo nei recuperi contro Prato e Pro Livorno. Ma in questa accusa, non c’è niente di logico. Da allenatore, secondo voi, preferisco giocare ogni mercoledì senza poter preparare al meglio le partite domenicali e con stress fisico importante per i miei giocatori? Se non abbiamo giocato in queste settimane di novembre dove il campionato era fermo, la causa è da ricercare nelle tante situazioni di difficoltà che vivevano dirigenti e staff ed anche i calciatori».
Mister Lavezzini vede difficile anche poter preparare al meglio la trasferta in terra romagnola: «Abbiamo quattro ore di bus. Non ci sono locali aperti per il pranzo. Dovremmo partire la mattina molto presto, pranzare in autogrill e mangiare un trancio al volo sul pullman, per rientrare a casa intorno a mezzanotte. Sarà difficile avere tutti al top. Giocare in trasferta non ci aiuta».
Dal punto di vista fisico, Lavezzini spiega le difficoltà ma è ottimista: «Ci manca il ritmo partita, che per noi è difficile da raggiungere. Abbiamo tanti giovani, situazioni fisiche da monitorare di ragazzi che hanno forte bisogno di fare esperienza. Questo stop a noi pesa più che ad altre squadre esperte. Noi, dopo il pareggio contro il Mezzolara, dovevamo dare continuità al lavoro svolto. In tal senso non siamo stati fortunati. Di positivo c’è che ci stiamo allenando quasi al completo, con poche situazioni da monitorare. E di questi tempi, è già un successo».
Non si conosce ancora la data dei due recuperi che la formazione della Valle è chiamata a disputare. Due derby - con Prato e Pro Livorno - importanti ai fini della classifica. —
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