Il presidio
Lucchese sepolta da 5 reti in 70’ reagisce nel finale e sfiora il pari
Il Covid condiziona la prestazione, ma non basta a giustificare gli errori macroscopici della prima frazione di gioco
/ LUCCA
Sino al minuto 27’ della ripresa in campo c’è soltanto una squadra: l’AlbinoLeffe. Cinque schiaffi in faccia ad una Lucchese sempre seconda su ogni pallone. Tanto che torna alla memoria lo 0-5 subito al Porta Elisa contro la Nocerina (stagione 2009-10,Seconda Divisione). Solo che quella era un’altra squadra e quella partita fu un episodio insignificante tanto che i rossoneri volarono in Prima Divisione dominando il torneo. Stavolta però, al di là del punteggio, spaventa il modo con cui arrivano le reti: grossolani errori individuali. E poi terrorizza la mancanza di una minima reazione: gambe molli, zero aggressività, idee poche e confuse. Tanto che il portiere ospite in 70’ compie una sola parata su punizione maligna da 20 metri ad opera di Scalzi (14’ pt). Poi, improvvisamente, la Lucchese al minuto 73 trova il gol della bandiera con una caparbia azione di Bianchi. A quel punto l’AlbinoLeffe, pago del risultato, si abbassa e i rossoneri prendono fiducia tanto da sfiorare la clamorosa impresa. Nel giro di 17’ con la sola forza nervosa i rossoneri segnano altre 3 volte: con Nannelli, al volo sotto la traversa nell’area piccola, Benassi su punizione e Meucci che da 35 metri realizza l’eurogol del 4-5 con un siluro che s’infila all’incrocio dei pali: la classica dimostrazione dell’esistenza di Dio. I tre minuti di recupero mister Zaffaroni li passa con il cronometro in mano sacramentando mentalmente nei confronti dei suoi calciatori rei di aver perso la trebisonda rischiando di venire raggiunti dopo aver segnato 5 reti in trasferta.
TUTTO DA RIFARE
Quando pensi di aver trovato la quadra con i due pari esterni (Pro Sesto e Olbia) e l’immeritata sconfitta interna con la Giana, ecco arrivare una batosta che rischia di creare un grave contraccolpo. Lopez ridisegna la squadra. Un 3-4-3 con Scalzi, Bianchi e Nannelli a fare la guerra là davanti, Papini sull’out destro in luogo di Panati e Solcia a destra della difesa a tre con Benassi centrale e De Vito in panchina. Kosovan, Cruciani e Panariello non ci sono (stiramento) e Lo Curto (entrerà nella ripresa) si fa male di nuovo. Sin dall’inizio si capisce che le gambe dei rossoneri non girano. I postumi del Covid che si abbattuto sulla squadra e l’impossibilità di allenarsi con continuità a causa dei recuperi aggravano una situazione delicata sia sul piano mentale che tecnico. Tanto che gli avversari paiono marziani e corrono tre volte di più dei padroni di casa. Nell’AlbinoLeffe, che si copre le spalle con un perfetto 3-5-2, spiccano il trentottenne Genevier, che prende per mano i compagni, Maciste Giorgione (unico superstite della sfida playoff del 2017) a cui pare impossibile sradicare il pallone dai piedi, l’esterno sinistro Gelli che, prima dell’infortunio, fila via come un treno e infine il Re Mida del match: Jacopo Manconi, 26 anni, un lumbard ex nazionale under 20 che non solo s’ispira a Cristiano Ronaldo, ma rifila 4 sberle all’incopevole Coletta: tre nel primo tempo d’astuzia e in velocità e uno nella ripresa con un gran tiro al volo dal limite che s’infila tra palo e portiere. Chapeau.
ERRORI DEI SINGOLI
Sul primo gol bergamasco, Ceesay perde un pallone sanguinoso a centrocampo innescando il contropiede vincente del bomber seriano. Sul secondo, un lancio dalle retrovie, Solcia (che chiederà il cambio rilevato da Meucci) si perde Manconi. Sul terzo Giorgione pesca nel corridoio giusto il solito bomber ospite che infila in rete in diagonale. Ad inizio ripresa la musica non cambia e gli innesti di Molinaro e Moreo (subito sostituito) non producono effetto. Anzi, prima del clamoroso poker rossonero, arrivano le altri due reti ospiti a completamento della cinquina. Oltre alla prodezza balistica di Manconi (13’ st), un dubbio contatto in area di Adamoli su Gusu (17’ st) consente a Giorgione di battere su rigore l’incolpevole Coletta. —
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