Il Tirreno

Lucca

IL SALTO NEL PROFESSIONISMO  

«Per avermi la Fiorentina pagò all’Atletico Lucca due milioni e mezzo nel ’76»

1 MINUTI DI LETTURA





LUCCA

« La prima cosa che mi balza in mente è la cura della parte tecnica. Ore ed ore con muri, palleggi ed esercizi con il pallone. Si curava poi il fallo laterale: Serantoni, durante gli allenamenti ci faceva provare la rimessa con le mani più volte e durante le partite minacciava sostituzioni per il cambio fallo a sfavore. C’era molta attenzione al voler giocare la palla e a curare la tecnica prima della parte atletica. Molte partite le ricordo al Balilla, ma gli allenamenti li facevamo sugli spalti delle mura in zona porta Elisa, nei pressi del monumento a Don Aldo Mei».

«Il professionismo - ricorda Cerasa - Franco Galli, che aveva giocato in A e B con la Lucchese negli anni Cinquanta, organizzava diversi provini, «Traliccio» Arrighi era amico di mio padre e fungeva da tramite. Bologna, Genoa e Fiorentina erano interessati al mio ingaggio. Prevalsero i viola, ma non ricordo dettagli: le trattative erano svolte dai dirigenti. Mi hanno poi detto successivamente la cifra del premio che la Fiorentina pagò all’Atletico Lucca: due milioni e mezzo di lire nel 1976. Ma in quell’Atletico Lucca si percepiva l’amicizia e il senso di grande famiglia tra i dirigenti. E questo mi è rimasto dentro per sempre». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino