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Lucca

AMARCORD ROSSONERO 

Quell’eurogol di Bruccini fece sognare la città e i tifosi

Luca Tronchetti
Quell’eurogol di Bruccini fece sognare la città e i tifosi

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/ LUCCA

I precedenti in campionato tra Lucchese e Albinoleffe non invitano all’ottimismo. Al Porta Elisa tre pari in C1 a reti bianche (stagione 1999-2000, 2000-2001, 2001-2002) e una clamorosa sconfitta (stagione 2002-2003, quella della squadrone con Deflorio che doveva riportare i rossoneri in B) il 22 settembre 2002: un 2-1 per i blucelesti della Val Seriana che portò all’esonero di Memo D’Arrigo sostituito da Osvaldo Jaconi. Alla fine della stagione la Lucchese si salvò a stento ai playout opposta all’Alzano che a fine stagione chiuse i battenti mentre l’Albinoleffe, all’epoca guidato da Elio Gustinetti, a sorpresa volò in serie B battendo il Pisa nel doppio confronto della finale playoff. Ci sarebbe poco da stare allegri se non ci fosse un precedente significativo. L’ultima vittoria che fece sognare la città e il popolo rossonero.

THE GAME

Non è una gara di campionato, ma il secondo turno di playoff della stagione 2016-17. Sugli spalti ci sono 3213 spettatori (contro il Parma, nel turno successivo, saranno oltre 5000 i paganti, l’ultimo grande incasso della Lucchese) e il risultato è il solito di sempre con i bergamaschi: 0-0. Squadre speculari (3-5-2), difese guardinghe, allenatori preparatissimi (Lopez, sì sempre lui, il top di questi ultimi 5 anni, ed Alvini che doveva venire a Lucca prima di Pagliuca e che oggi, dopo aver vinto il campionato con la Reggiana, allena in B). La Lucchese, dopo aver superato a sorpresa in trasferta il favorito Arezzo, si presenta con la forza dei nervi distesi all’appuntamento. La partita però non si sblocca. Scocca il minuto 96 quando esplode il Porta Elisa. L’urlo liberatorio del popolo rossonero arriva con la diabolica punizione di Mirko Bruccini, l’uomo dei playoff (2 reti in 180 minuti) che con una tiro potente e preciso da venti metri toglie le ragnatele dall’incrocio dei pali alla sinistra del portiere bergamasco. Una squadra capace di gettare sempre il cuore oltre l’ostacolo, formata da uomini più forti della fatica e degli infortuni guidati dall’hombre vertical. Abbiamo provato a parlare con Bruccini da 4 stagioni al Cosenza (102 presenze) per rievocare quelle emozioni. Ma il mediano doveva attendere il placet dell’ufficio stampa del club per rilasciare dichiarazioni. Assurdo. Questo calcio è sempre più lontano dalla gente, prigioniero di lacci e lacciuoli e privato della sua essenza. —

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