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Lucchese, esonerato Monaco Il mister paga le colpe di tutti
La società mostra incoerenza rispetto alle esternazioni dopo il ko di Busto Arsizio e non concede al tecnico l’ultima chance al Porta Elisa contro la Juve under 23
/ LUCCA
La forma spesso è sostanza. E l’incoerenza, dimostrata dai dirigenti a poche ore dall’ennesimo rovescio della Lucchese a Busto Arsizio, è sotto gli occhi di tutti. È nei fatti che il tecnico Francesco Monaco fosse ormai da un paio di settimane sulla graticola e che già si fosse pensato al suo esonero dopo la sconfitta al Porta Elisa con il Como visto che la squadra prendeva 3 gol a partita e sembrava non seguire più il suo allenatore. Ma le dichiarazioni a fine partita, almeno quelle rilasciate alla carta stampata, improntate al buonsenso non lasciavano certo presagire ad un epilogo immediato. In fondo, come lasciava giustamente intendere il presidente Bruno Russo, c’era una partita da giocare a distanza di 72 ore e cambiare in quel frangente aveva poco senso. Non solo. Aggiungiamo noi, che siamo maliziosi di natura, domenica la Lucchese giocherà (forse) contro la Juventus under 23 che a ieri era priva, oltre che dell’allenatore Zauli e dello staff tecnico, di 7 calciatori (Bucosse, Dragusin, Di Pardo, Barbieri, Rosa, Brighenti, Wesley) tutti alle prese con il Covid 19. Bianconeri che, con tante assenze, rappresentano un ostacolo non trascendentale. Una ghiotta occasione per conquistare l’intera posta. La domanda sorge spontanea: non era più logico, come da dichiarazioni post partita, dare un’ultima chance ad un tecnico che, a conti fatti, oltre ad essere una persona onesta e dabbene aveva vinto il campionato di D e soprattutto in assenza di un’immediata alternativa? Vorremmo sommessamente ricordare che nella stagione 2018-19 anche la neo promossa Pro Patria in 5 partite conquistò un punto e diede un’ulteriore chance al tecnico Ivan Javorcic (che siede ancora in panchina). E comunque se le prestazioni non sono all’altezza anche in caso di vittoria contro la Juve under 23 si può ugualmente licenziare un tecnico. Come accadde a Corrado Orrico nell’ottobre 2000 (mese nefasto per i miti rosssoneri) che nonostante la vittoria di misura sul Lumezzane (1-0) venne cacciato dal presidente Aldo Grassi e sostituito da Maurizio Viscidi. Alla fine, come avviene da sempre, è il tecnico a pagare anche per colpe altrui. E il mea culpa lo deve recitare anche il diesse Daniele Deoma. Che ha toppato diversi over. Come da sua stessa ammissione a fine partita («manderei via 12-13 calciatori). Giocatori come Kosovan e Panariello non si sono dimostrati all’altezza della categoria così come i confermati Cruciani, Benassi, Meucci e Lionetti. Alcuni di loro hanno disputato una prestazione vergognosa contro la Pro Patria. Vedremo se nemmeno contro la Juventus B riusciranno a tirar fuori gli attributi.
L’AMAREZZA DI MONACO
«La società Lucchese 1905 comunica, con grande dispiacere, di aver sollevato dall'incarico di allenatore della prima squadra il signor Francesco Monaco. Al tecnico un sentito ringraziamento per l'impegno profuso e i successi raggiunti assieme a questa società, oltre ai migliori auguri per il proseguo della carriera». Questo parte del testo del comunicato inviato alle 13 che ha sancito la fine di un rapporto iniziato 31 partite fa. Monaco lascia la panchina dopo 13 vittorie, 10 pari e 8 sconfitte (5 in questa stagione fatale). Amareggiato per il modo in cui si è consumato l’epilogo, ha lasciato il suo appartamento ed è salito in macchina dopo le 14 per tornare in famiglia ad Ascoli: «Me ne vado sereno. - dice raggiunto al cellulare - In questi 14 mesi ho pensato giorno e notte alla Lucchese. Per me era un sogno che si realizzava poter tornare come allenatore in un posto che amo e che mi ha dato le gioie più belle della mia carriera sportiva. Non sono un ragazzino e dopo 5 sconfitte di fila sapevo bene che rischiavo l’esonero. Ma contavo di avere l’ultima chance al Porta Elisa. A volte basta una vittoria per poter uscire dalle sabbie mobili. Al termine della gara con la Pro Patria, la peggiore della mia gestione, avevamo parlato con i dirigenti e mi era parso di capire che almeno sino a domenica sarei rimasto. Invece è arrivato l’esonero. Lascio con una promozione e voglio ricordare che abbiamo perduto con squadre (Vercelli, Novara, Grosseto, Como e Pro Patria) che si trovano nella parte alta della classifica. Errori? Certo che gli ho commessi. Forse avallando scelte di calciatori che mi avevano dato tanto l’anno scorso, ma che non si sono rivelati inadeguati alla categoria. Forse avrei dovuto insistere di più per avere certi calciatori (Magrassi?), ma ho sempre lavorato per il bene della Lucchese conoscendo le difficoltà e cercando di superarle. Auguro il meglio a questo club che resta nel mio cuore. Le critiche feroci e offensive sui social? É un mondo che non frequento e non mi interessa. Non mi interessano certi commenti quando vinci figurarsi in certi frangenti. Io sono in pace con la mia coscienza». —
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