Lucchese in caduta libera resta ultima e prende tre gol anche dalla Pro Patria
Prova disarmante dei rossoneri senza idee, grinta e cuore e quinto ko di fila. Sarà decisiva la partita con la Juve under 23
/BUSTO ARSIZIO
Una prestazione vergognosa contro una formazione di categoria, sicuramente ben disposta in campo, ma priva di individualità di spicco. La Lucchese tocca il fondo. Squadra senza idee, senza gioco, senza dignità. Che, dopo il dubbio rigore assegnato ai padroni di casa, non ha la minima reazione e butta la palla là davanti alla rinfusa. I rossoneri trotterellano in mezzo al campo come tante mucche al pascolo arrivando sempre secondi sul pallone e dando l’impressione di essere lì per sbaglio. Magari in gita premio. Tanto che la Pro Patria non si danna l’anima e archivia la pratica Lucchese in 50 minuti. 3-0 e tutti a casa con i tigrotti a quota 9 e le pantere fanalino di coda con un punto in 6 partite e 16 gol subiti contro i 6 realizzati di cui 3 in una sola partita quella del pari al Porta Elisa con la Pergolettese. La peggiore media delle 59 squadre di Lega Pro. Una formazione in caduta libera la Lucchese. Che invece di acquisire certezze fa come i gamberi e peggiora partita dopo partita. Addossare le colpe a mister Monaco - che soffre questa situazione più di tutti visti i trascorsi e l’amore verso questa maglia e questa città - sarebbe ingiusto e ingeneroso. Di certo c’è che questi calciatori, specie gli over, sono stati sopravvalutati. Benassi, Cruciani, Meucci, Panariello stanno rendendo molto al di sotto delle aspettative. E davanti Moreo gioca molto fuori dall’area di rigore, Scalzi non è una punta e l’assenza di Bianchi si fa oltremodo sentire. E anche i continui cambi di modulo (dal 4-2-3-1 al 4-4-2, dal 4-3-3 al 3-5-2) non aiutano gli interpreti. Unica nota lieta il buon Bitep che, al di là dei miglioramenti dal punto di vista tecnico, ci mette sempre il piede e non molla mai. Troppo poco però per risalire la china. Ora la partita di domenica con la Juventus B incerottata dal Covid diventa decisiva. Una di quelle da dentro o fuori. O si vince o si sprofonda. E allora non ci saranno ciambelle di salvataggio.
LA PARTITA
Il dubbio rigore - errore di Coletta che tocca l’ex Parker con la sfera già lontana - spiana la strada ai bustocchi. L’esecuzione dal dischetto dell’attaccante lombardo (11 presenze in rossonero nel 2018) è impeccabile e dopo un quarto d’ora la Lucchese è già sotto. Ti attendi una reazione e invece ecco che arriva un’altra dormita difensiva su palla inattiva. Corner dalla destra, colpo di testa del centrale Boffetti, respinta del portiere rossonero con l’altro grosso stopper lombardo (Lombardoni appunto) che indisturbato da due passi gonfia di nuovo la rete. 2-0 e non siamo neanche alla mezz’ora. La Lucchese? Citofonare a Federica Sciarelli di «Chi l’ha visto?» per saperne di più. Nella ripresa la frittatona di cipolle di fantozziana memoria viene apparecchiata dal centravanti Kolaj che riceve da Pizzul (nessuna parentale con il Bruno nazionale) sganciatosi a sinistra e si fa largo in area lasciando sul posto Benassi e Panariello e infilando alle spalle di Coletta. Solo a risultato acquisito nel «garbage time» si vedono i rossoneri con Bitep e Convitto che scaldano i guanti dell’inoperoso portiere Greco. —
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