Il Tirreno

Lucca

LUTTO NEL CALCIO 

Infarto fatale nella notte per un dirigente sportivo

Luca Tronchetti

Scompare Alfredo «Dindo» Maffei, 61 anni, residente a Lunata, ex Lammari, S. Cassiano a Vico, Gragnano

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/ LUNATA

Ci lascia un altro personaggio che ha fatto la storia del mondo del calcio dilettantistico dagli anni Ottanta sino ai nostri giorni. Alfredo Maffei, 61 anni, «Dindo» o «Alfredino» per i tanti amici che lo conoscevano e lo stimavano per quel suo carattere aperto e leale e per la sua pulizia interiore, è morto improvvisamente domenica sera nella casa di via dell’Ave Maria a Lunata dove viveva con una cugina. É stata proprio la donna, medico all’ospedale San Damiano e Cosma di Pescia, a dare l’allarme. Si trovava in una stanza attigua quando «Alfredino» è stato colpito da un infarto che in pochi istanti lo ha strappato alla vita e agli affetti più cari.

LAMMARI E DINTORNI

Il calcio è stata la sua vita. Ha iniziato con gli Allievi del San Pietro a Vico e poi dagli anni Novanta sino alla stagione 2004-2005 è stato direttore sportivo e dirigente del Lammari sotto la presidenza di Giuseppe Menicucci: «Dindo era una bella persona. - dice Menicucci - Onesta, pulita, educata. Prima del Lammari aveva fatto parte del Valdiforo con Beppe Guidi in panchina e con noi è rimasto sino alla fusione con il San Colombano. L’ho visto sino a qualche mese. Spesso ci incontravamo al bar Osteria a Lammari dove prendeva il caffè e acquistava il giornale. Una persona impossibile da dimenticare, un valore aggiunto nel mondo dilettantistico».

DA GALLENO A VENERI

Negli ultimi anni aveva seguito il tecnico Daniele Mencarini nelle squadre della provincia di Firenze e Pistoia: due anni al Galleno, poi a Veneri e infine al Margine Coperta. Andava a vedere la squadra avversarie e relazionava il mister sulle caratteristiche dei calciatori».

IN LUCCHESIA

Oltre a Lammari, Maffei era stato dirigente e diesse del San Cassiano a Vico e del Gragnano assieme al suo vecchio amico Beppe Madrigali. «Era un grande tifoso della Juventus - prosegue Menicucci - ma soprattutto non si perdeva mai una partita di calcio: dalla A alla Terza categoria. Purtroppo dopo i 50 anni aveva perduto il lavoro ed era rimasto disoccupato dopo aver ricoperto, tanti anni fa, un incarico di impiegato amministrativo al MobilBobbola sul viale Europa. Una situazione che gli pesava non poco. Dopo la morte dei genitori, lui figlio unico, era andato a vivere con la cugina a Lunata».

Maffei era stato anche collaboratore della testata «A Tuttocampo» e seguiva con passione e competenza le partite di calcio giovanile. La pandemia aveva contribuito ad allontanarlo dal mondo del pallone. Agli amici aveva confidato di aver paura del Covid e di essere caduto in una sorta di depressione. Iera sera, all’improvviso, il malore fatale. Addio Alfredino, che la terra ti sia lieve. —

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