Russo chiede pazienza «Niente disfattismi»
Il presidente prende la parola dopo la falsa partenza: «La C è difficile e la squadra è giovane: obiettivo salvezza»
LUCCA
La Lucchese si ama, non si discute. Soprattutto da quando, nell’estate del 2019, ha rischiato di precipitare nel baratro e sparire un’altra volta dal calcio che conta. E non deve passare in secondo piano lo sforzo economico e umano di un gruppo dirigenziale con i colori rossoneri nel cuore che ha risollevato la Pantera e dato una svolta nel segno di un progetto serio e sostenibile per guardare al futuro. Un antidoto agli errori del passato finiti con il fallimento e la ripartenza nell’anonimato dei dilettanti. Ecco perché non deve essere esasperata la falsa partenza con un punto in tre partite. È una Lucchese imbottita di giovani che ha bisogno di tempo per trovare la sua identità. È questo il messaggio del presidente rossonero Bruno Russo, uno che alla Lucchese ha dato l’anima, prima da calciatore e adesso da dirigente. «Non è il momento di buttare il cappello per aria o fare disfattismo. Bisogna star tranquilli e non dimenticare da dove siamo partiti. Siamo stati fortunati ad andare subito in C e a bruciare i tempi. Adesso questa categoria dobbiamo difenderla con i denti, questo inizio negativo non deve essere enfatizzato. I giudizi affrettati sono sempre fuorvianti». Il numero uno del club rossonero sottolinea le differenze del salto di categoria. «La serie C non è la D dal punto di vista tattico, tecnico, atletico e caratteriale. Non lo è neppure nel blasone degli avversari: in tre partite abbiamo incrociato già Grosseto e Novara, la prossima volta andremo a Vercelli e poi col Como. È un cammino difficile, dobbiamo esserne consapevoli, squadra e ambiente. Sono convinto che abbiamo un gruppo che può raggiungere l’obiettivo, che è la salvezza e il mantenimento della categoria. Stiamo facendo fatica sotto tanti aspetti ma secondo me la squadra è competitiva e possiamo giocarci il nostro campionato».
A preoccupare i tifosi dopo la sconfitta col Grosseto sono stati la mancanza di grinta, determinazione. Una Lucchese poco “cattiva”. «Sono sicuro che ritroveremo lo spirito guerriero che ci ha sempre caratterizzato – dice Russo – e che si acquisisce con la consapevolezza e il lavoro quotidiano, con una pressione “positiva”. E con me e Deoma state certi che questa mentalità non mancherà. Non mi preoccupano i risultati, siamo solo all'inizio mancano sempre 35 partite, ne abbiamo giocate solo tre e non credo che abbiamo limiti strutturali o tecnici e neppure di qualità della rosa. La squadra è stata costruita bene in tutti i reparti, abbiamo giovani tra i più quotati e Lo Curto in questo avvio si sta rivelando un terzino con grande talento. C’è da dire che abbiamo cambiato buona parte della fisionomia, a parte lo zoccolo duro della stagione passata. Otto gol in tre gare? Abbiamo esaminato con attenzione le singole situazioni ed a eccezione del primo gol di Novara e del primo gol della Pergolettese sono stati errori banali che non dobbiamo concedere perché si pagano a caro prezzo. Chiedo pazienza a tutti, sono convinto che presto la squadra troverà i suoi equilibri e già a Vercelli possiamo invertire la rotta, ma a ogni modo in questo momento dobbiamo guardare alla crescita della Lucchese e il sostegno dei tifosi e dell’ambiente deve essere un fattore vincente». Un pubblico che per ora può avere un accesso limitato al Porta Elisa. «Sono entrate che mancano e abbiamo costi per organizzare le partite nel rispetto del protocollo Covid, ma stiamo facendo fronte con grande sacrificio. Il fronte stadio? I tecnici della società e del Comune stanno lavorando». —
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