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LUCCHESE, IL PRecedente DA RICORDARE 

Quarant’anni fa i rossoneri battendo l’ex Pergocrema balzarono al comando

Luca Tronchetti
Quarant’anni fa i rossoneri battendo l’ex Pergocrema balzarono al comando

Mattatore della giornata  fu l’ex ala destra dell’Empoli Sergio Biliotti che al mattino lavorava in banca e nel pomeriggio veniva ad allenarsi al Porta Elisa

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/ LUCCA

Salta fuori, da un copia ingiallita de «Il Tirreno» del 20 ottobre 1980, un precedente che induce a guardare con rinnovato ottimismo la partita di domani che i rossoneri affrontano al Porta Elisa con la Pergolettese, la squadra di Crema che in precedenza aveva la denominazione Pergocrema. Il titolo è eloquente: La Lucchese è sola in vetta. Era la quarta giornata del campionato di C2 girone A e quella Lucchese vincendo 2-1 con i lombardi balzò in testa alla classifica. É questo l’unico precedente al Porta Elisa della Lucchese contro la più importante formazione cremasca (nella cittadina in provincia di Cremona c’è un’altra squadra, il Crema, che milita in D).

DALLA BANCA AL CAMPO

A segnare il gol dell’iniziale vantaggio rossonero dopo appena sei minuti fu un giocatore particolare: Sergio Biliotti, classe 1951, nato a Scandicci e per 10 stagioni pilastro dell’Empoli in C (è il quinto calciatore old time per numero di presenze). Inizi da ala destra nella Lucchese giocò in mediana. Aveva una particolarità che, all’epoca, era diffusa. Era un dilettante tra i professionisti. La C e la D infatti erano categorie semi pro (alcuni calciatori erano dilettanti, altri professionisti) e Biliotti al mattino lavorava in banca nella zona di Empoli. Finito il turno prendeva la macchina e nel pomeriggio era al Porta Elisa per l’allenamento. Spesso capitava fosse costretto a svolgere la seduta da solo arrivando in ritardo. «Nel 1976 iniziai a lavorare in banca. A Empoli mi aspettavano per l’allenamento. A Lucca giocai un anno perché capii che non potevo più fare due lavori in contemporanea. Iniziò quindi la mia carriera nel mondo dilettantistico».

LE USCITE A VUOTO

Sul banco degli imputati in quella gara sale il portiere Vavoli che fu protagonista, in negativo, di entrambe le segnature rossonere. Sul tiro di Biliotti, a due passi dal fondo e vicino alla bandierina, il portiere si fa trovare fuori dall’area piccola e riesce solo a smacciare la sfera quando quella aveva già varcato la linea bianca. Dopo il pari degli ospiti, diciannove minuti più tardi con il più classico degli autogol siglati da Londi che cercava di mettere in angolo un cross dalla destra, ecco al 34’ del primo tempo un altro svarione del portiere cremasco. Il terzino rossonero Podestà dalla fascia sinistra rimette al centro un cross svirgolato e destinato al fondo. Invece, forse per colpo del vento, la palla cambia traiettoria e finisce in mezzo con Vavoli ancora una volta fuori posizione. Il portiere «rismanaccia» la sfera e invece di buttarla sul fondo la spedisce in piena area dove l’accorrente Pardini ringrazia e segna indisturbato. Il risultato non cambia più. A fine partita un dirigente lancia strali verso il suo portiere «Abbiamo perso senza che la Lucchese tirasse in porta. Dobbiamo risolvere la questione del portiere e al mercato di riparazione la risolveremo». Morale? Vavoli resta e qualche anno dopo giocherà in A con il Verona.

MARIO MACALLI

Sapete chi era quel dirigente accompagnatore che in sala stampa rivolse accuse pesanti verso il suo portiere: Mario Macalli. Presidente della Lega calcio dal 1997 al 2015. In quella circostanza sostituiva in panchina il tecnico Stefano Angeleri, rimasto ferito in un incidente stradale durante il trasferimento in pullman a Lucca. Il mondo del calcio è davvero un piccolo microcosmo dove non sempre i più competenti salgono al proscenio. —



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