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Da Crema la squadra partirà e i rossoneri saranno in campo
L’azione di protesta del sindacato rischia di trasformarsi in un flop Il club lombardo e i suoi tesserati sono pronti a scendere in campo e la Lucchese farà altrettanto
LUCCA
Sciopero dei calciatori: sì, no, forse. Se da un lato l’Associazione Italiana Calciatori, orfana di un personaggio carismatico come Damiano Tommasi, preso atto dell’impossibilità di raggiungere un’intesa con la Lega Pro sul regolamento del minutaggio dei giovani e l’abolizione delle liste dei giocatori utilizzabili nel campionato di C, annuncia che i calciatori non scenderanno in campo nella prima giornata di campionato fissata per sabato 26 e domenica 27 settembre, dall’altro il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, tuona nei confronti dei movimento e minaccia l’Aic di sanzionare partita persa a tavolino a quelle squadre che non si presenteranno in campo alla prima di campionato. «L’Assocalciatori deve rendersi conto che non siamo in grado di reggere. Le società non ce la fanno. Vogliamo trovarci disoccupati? Far saltare i club che già hanno problemi? È un errore gravissimo insistere con lo sciopero». A questo punto entrano in campo le società e almeno Pergolettese e Lucchese saranno ai nastri di partenza domenica alle 17,30 al Porta Elisa. Da Crema fanno sapere senza tanti giri di parole che la squadra partirà regolarmene alla volta della città toscana per disputare l’incontro in programma. «Noi scenderemo in campo. Se troveremo la squadra avversaria bene, altrimenti prenderemo i tre punti senza sudare» sostengono i dirigenti della Pergolettese.
Dal canto suo, il presidente della Lucchese, Bruno Russo, ex calciatore professionista per quasi 20 anni, si adegua alle decisioni degli avversari: «Se loro giocano noi ci faremo trovare pronti. Non possiamo permetterci il lusso di perdere la gara a tavolino. Serve una decisione condivisa e andare in ordine sparso è inutile e dannoso. Il Covid ha causato danni incalcolabili ai club e tutte le componenti devono remare nella stessa direzione».
Ricordiamo che l’azione di protesta dei calciatori nasce dal passo indietro della Lega Pro, rispetto al regolamento in vigore nella precedente stagione sportiva, relativo alla reintroduzione di limitazioni, sostanzialmente obbligatorie, dell’utilizzo di un numero massimo di calciatori.
Per quanto riguarda la riapertura degli stadi, il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, nell'audizione di fronte alla VII Commissione della Camera è tornato a parlare della possibile riapertura progressiva degli stadi che sembra slittare: «L'obiettivo è di riaprire gli impianti sportivi in progressione per tutte le competizioni: da oggi al 7 ottobre, quando verrà emanato il nuovo Dpcm. Non si andrà avanti con un numero secco, viste le diverse realtà: vorremmo definire, insieme anche alla Conferenza Stato-Regioni, una percentuale rispetto alla capienza effettiva dell'impianto». Quindi Lucchese-Pergolettese si giocherà senza pubblico. Salvo diversa disposizione dell’ultimo minuto sempre possibile. —
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