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CALCIO FEMMINILE 

Cirillo e Caccamo, giramondo del pallone

Michele Citarella; / FILECCHIO
Cirillo e Caccamo, giramondo del pallone

Arianna e Patrizia hanno giocato negli States e in Spagna e per colpa del Covid 19 si ritrovano insieme nel Filecchio

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Michele Citarella / FILECCHIO

Dagli Stati Uniti al Filecchio. Strani percorsi quelli del calcio mercato femminile ai tempi del Covid 19. È quanto accaduto ad Arianna Cirillo,22 anni, centrocampista, testa sulle spalle e consapevolezza dei propri mezzi. Il nuovo acquisto del Filecchio si presenta già con una interessante storia personale da raccontare. L’arrivo al Filecchio non era infatti preventivato: «A dicembre 2019 sono emigrata negli Stati Uniti dopo aver vinto una borsa di studio per entrare nel college University of Northwestern, nell’Ohio».

Arianna spiega così il modo di vivere il calcio negli Stati Uniti: «Intanto negli States il calcio femminile è assai più diffuso e popolare di quello maschile e molto valore viene dato ai college. Le studentesse che li frequentano possono conciliare il professionismo con le esigenze dello studio. Studentesse e studenti che praticano sport a certi livelli hanno vita agevolata con esami e con la possibilità di seguire le lezioni. Un mondo fantastico, di grande socializzazione, diviso tra pallone e libri». La centrocampista sarebbe dovuta restare negli Stati Uniti per quattro anni, ma il Covid 19 ha infranto ogni programma privato e sportivo: «La situazione negli USA è davvero molto complessa. Io sono riuscita a lasciare l’Ohio pochi giorni prima del lock down. Troppe le incognite se sarei rimasta laggiù. Purtroppo il rientro in Italia ha avuto il suo prezzo. Ho dovuto rinunciare alla borsa di studio. In quel momento, non potevo fare diversamente». Ora l’opportunità del Filecchio: «Società giovane, ma ben strutturata dove regna l’entusiasmo. Il mio personale sogno resta la Serie A. Chissà se magari questo traguardo non possa raggiungerlo insieme alla mia attuale società». All’estero ha giocato anche Patrizia Caccamo, esperta attaccante fresca di ingaggio in casa Filecchio, che vanta nel suo personale curriculum anni di esperienza in serie A costellate dalla vittoria di un campionato, una coppa Italia e diverse presenze in Champions League. Anche per Patrizia c’è una esperienza all’estero interrotta a causa del Covid. «Ho giocato a Seattle, negli Stati Uniti e lo scorso anno ero alla Collerense, squadra femminile di Palma de Maiorca militante nella seconda serie del campionato spagnolo. Sono rientrata però dopo soltanto due mesi a causa della pandemia». Anche in Spagna il calcio femminile è molto cresciuto: «I campionati sono di livello, la considerazione che gli iberici hanno del calcio femminile è alta, anche se non ancora ai livelli degli Stati Uniti. La pandemia ha frenato tutto, ma non ho rimpianti: alla mia età ho dato molto al calcio e non mi sono mancate le soddisfazioni. Spero di poter dare il mio contributo al Filecchio».

Patrizia Caccamo preferisce giocare a sinistra in un tridente offensivo: «Credo di riuscire a conciliare il calcio con la passione per la cucina. Sono conosciuta nel calcio per saper organizzare entusiasmanti cene di squadra a base di grigliate ben cotte e ottimamente speziate. Questo ormai già da diverse stagioni, Spagna compresa». Così come fa con la palla tra i piedi, Patrizia spiazza anche i suoi interlocutori quando parla dei suoi programmi futuri: «Da un punto di vista calcistico il mio obiettivo è quello di continuare a giocare per qualche stagione a discreti livelli e, nel frattempo, iniziare a dirigere allenamenti specifici di tecnica individuali. Fuori dal campo di calcio, spero di aprire una macelleria e una trattoria, dove potrò sbizzarrirmi tra griglie e pentole». —

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