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Lucchese, con Scalzi e Panariello aumentano la tecnica e i muscoli
C’è grande attesa per le qualità dell’esterno destro prelevato dalla Sanremese Il difensore centrale ha già fatto coppia con Benassi ai tempi del Viareggio
/ LUCCA
La Lucchese mette nel motore tecnica e muscoli. Da una parte l’investimento importante su Filippo Scalzi, un ragazzo di 23 anni, che nelle 4 stagioni vissute nella sua Sanremese (104 presenze e 30 gol) ha dimostrato di meritare qualcosa in più della serie D e dall’altra l’«usato sicuro» Aniello Panariello, 32 anni ad ottobre, con oltre 200 partite in serie C (esclusa C2 e D), già visto da queste parti con indosso le maglie di Arezzo e Robur Siena e che conosce bene, per averci giocato, Michel Cruciani e il futuro compagno di reparto Maicol Benassi che nella stagione 2009-2010 nell’Esperia Viareggio giocava, guarda caso, proprio come centrale della retroguardia bianconera.
SCALZI, LA SPERANZA
È arrivato al Porta Elisa accompagnato dal suo grande amico di Sanremo e autentico mentore: Stefano Sturaro, 27 anni, centrocampista del Genoa, con tre stagioni nella Juventus (64 presenze) e 4 partite in maglia azzurra con Conte in panchina. Per Scalzi è più di un fratello maggiore. Una sorta di punto di riferimento dopo la dolorosa perdita del padre. Un ragazzo genuino, mai uscito dal guscio nativo della riviera dei fiori. Ha qualità da vendere, ma è doveroso aspettarlo da parte di tifosi e media. Il ds Deoma se lo mangia con gli occhi. Crede molto nelle sue doti di esterno capace di creare superiorità numerica e palle invitanti per le punte rossonere. Per lui contratto biennale con la possibilità entro il 30 aprile 2022 di prolungare l’accordo per una terza stagione. Aveva anche altre possibilità (Olbia via Cagliari), ma non ha avuto titubanze a scegliere la Lucchese. «Sono contentissimo di questa scelta e ringrazio tutto l’ambiente per la fiducia mostratami. È la prima stagione tra i professionisti e lontano da casa e voglio dimostrare che la dirigenza non si è sbagliata sul mio conto. Con il direttore Deoma sono entrato in contatto subito dopo la sospensione del campionato. Già nella partita d’andata al Porta Elisa, alla quinta giornata, confrontandomi con i miei compagni della Sanremese ci eravamo detto che la Lucchese sarebbe arrivata in alto. Ma nella partita di ritorno questa percezione è diventata una convinzione. E sono rimasto colpito dalla tifoseria: 400 persone al seguito della squadra. Segno che c’è grande passione e attaccamento. Esterno di destra o di sinistra? Premetto che gioco dove mi indicherà mister Monaco. Con il tecnico Ascoli partivo prevalentemente a destra».
PANARIELLO, LA GARRA
Aveva già incontrato il ds Deoma prima dello scorso dicembre. Pronto a firmare (la famiglia vive in Toscana) per la Lucchese in D e a sposare il progetto. «L’unica condizione era una proposta dalla Lega Pro. - dice il difensore originario di Torre del Greco - Arrivò nei giorni successivi all’incontro l’offerta della Paganese e andai a giocare in Campania per confrontarmi con realtà come Bari e Reggina. Con la formazione salernitana avevo un contratto anche per la stagione 2020-21. Ma ho preferito rescindere e venire a Lucca come avevo promesso al direttore. Al Porta Elisa ho giocato spesso: grandi battaglie nei derby con Arezzo e Siena e un campo davvero tosto. Sono un difensore centrale, ma ho giocato in passato anche da terzino destro. L’accordo? Biennale. Nessun problema con il direttore: ho firmato ad occhi chiusi. La mia esperienza in D con il Trento? Ho sbagliato. Ero stato convinto da un progetto ambizioso, ma avere un bel budget economico senza delle competenze non porta mai ai risultati sperati. Mi attendo un campionato difficile poiché dovremo disputare 38 partite nel giro di sette mesi con tanti turni infrasettimanali». —
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